Australia : Viaggio nella Terra dei Canguri

“Ho deciso di partire, vado a cercare fortuna in Australia”.

Tutti l’abbiamo sentito dire da qualche amico, amica o parente.

Mi sono sempre chiesto: che cazzo ci vai a fare dall’altra parte del mondo con 3 lauree e 6 master, che poi finisci a fare il cameriere in pizzeria e torni con le pive nel sacco, più confuso di prima per giunta. Dopo qualche tempo nella Terra dei Canguri, ho capito perché le persone rimangano così affascinate dall’Australia, nonostante i documentari sugli animali pericolosi lo facciano sembrare uno dei luoghi più inospitali della Terra. E non è solo per gli stipendi da capogiro che si aggirano sui 1800 appetitosi dollari a settimana (per un cameriere).

Bandiera australiana

Flag

Koala

Koala

Ma andiamo per gradi, ed iniziamo facendo un paio di considerazioni che sicuramente vi illumineranno: l’Australia è lontana ed è molto grande.

L’ho sentito il coro “ESTICAAA…”, ma per quanto possano sembrare informazioni banali come la trama della web series di Lory Del Santo, vanno tenute ben presenti prima di cambiare emisfero. Noi italiani, dal piccolo del nostro stivale, siamo abituati a percepire le isole grandi quanto la Sardegna e la Sicilia, ma rimane difficile rendersi conto che l’Australia è grande quanto l’Europa, escludendo la Russia. Insomma, bisogna ricalibrare mentalmente le distanze. Una volta toccata terra, dopo 20 ore di volo via Hong Kong, interminabili, specialmente per uno come me che ha il terrore di volare, le lancette dell’orologio vanno spostate 10 ore in avanti (fuso orario di Melbourne). Gli aerofobici hanno un destino comune: nei giorni precedenti la partenza, su qualunque dispositivo video che accendano, proietteranno sempre Final Destination, Flight, Alive – Sopravvissuti, United 93 ecc. Fortunatamente le compagnie aeree cercano di tenere occupata la vostra mente obbligandovi a schivare le fische d’aglio nascoste nei 300 pasti serviti a bordo.

Melbourne gondola

Melbourne

La prima tappa è Melbourne, nello Stato di Victoria, e vi confesso che dopo aver visto decine di puntate di Airport Security, lasciare l’aeroporto indenne mi ha fatto sentire sollevato. Avevo il terrore che mi praticassero una perquisizione corporale per aver dimenticato una patatina al bacon dentro la valigia. Dopotutto l’Australia è famosa per i suoi controlli rigorosi, ed è un bene, ma che addirittura non si possa trasportare della semplice frutta da uno Stato all’altro del Paese per questioni di quarantena, può apparire eccessivo. In gabbia per una banana, anche no.

Melbourne

Melbourne

Passando tra i giardini, i grattacieli ed i palazzi vittoriani, la prima impressione è quella che Melbourne, con il suo clima mite, sia davvero la città più vivibile al Mondo come raccontato dalle statistiche.

Melbourne

Melbourne

Melbourne

Melbourne

Non serve molto per capire che i dati non mentono. Per gli abitanti di Melbourne, come per tutti gli australiani, la qualità della vita è fondamentale. Si rilassano prendendo un aperitivo lungo il fiume Yarra. Camminano tra vecchie chiese trasformate in appartamenti o magari prendono i mezzi pubblici gratuiti (capito Pisapia?) per visitare mercati come il Queen Market, dove si può trovare di tutto. O ancora guardano il tramonto dal 91esimo piano dell’Eureka Tower. A mio modesto parere, non è nemmeno così brutta quella che viene considerata dai blogger “la piazza più brutta del mondo”: Federation Square. Soprattutto i “melbournesi” passeggiano nel tempo libero tra i meravigliosi giardini, botanici e non, indispensabili per qualunque ex colonia inglese che si rispetti (non a caso è chiamata la Città Giardino). Sono gli stessi praticelli ben curati in cui potreste imbattervi nei cinesi che praticano la meditazione del Falun Dafa (la posizione non significa “ti faccio un culo così”), immobili per ore ed ore, tanto da diventare anziani. Vuoi vedere che abbiamo scoperto dove vanno a morire i mandarini?

Falun Dafa Melbourne

Falun Dafa

Fiori Australia

Tutto è curato nel minimo dettaglio, ed il merito è di queste figure comunali (tipo sotto-sindaci), sparsi per tutta la città (esattamente uno ogni tre sobborghi) che si occupano solo ed esclusivamente di abbellire gli spazi pubblici. Hanno fatto del proverbio “l’erba del vicino è sempre la più verde” una battaglia personale e sono in competizione tra loro per chi compie il lavoro migliore. Un po’ come da noi quando fanno la gara a chi ruba di più. Bisogna solo fare attenzione ad evitare gli affilati becchi dei cigni neri che popolano la città (MOLTO CAAAATIVI).

Cigno nero

Cigno nero

Melbourne

Tutto il verde australiano fa venire voglia di correre. Per un attimo ho anche pensato; “se vivessi qui potrei alzarmi all’alba tutte le mattine e spararmi 20 km prima di iniziare la giornata”. Tranquilli mi è passata subito, e l’attenzione è poi stata rapita dal profumo di questi barbecue messi a disposizione gratuitamente dal comune per chiunque volesse grigliare la carne. Insomma sembra che le cose da quelle parti funzionino davvero bene: la televisione è utilizzata per fare educazione civica ai cittadini in modo chiaro e semplice (roba che ancora io non ho capito come fare la dichiarazione dei redditi) e se un politico non è all’altezza viene mandato fuori dalle balle in tempo zero. La mentalità anglosassone aiuta a sponsorizzare la meritocrazia. Confesso che, oltre all’invidia, sale anche un po’ la carogna quando scopri che Melbourne ha addirittura un sistema super sofisticato di condotte che raccolgono milioni di litri d’acqua piovana. Serve che vi dica cosa succede da noi con due gocce?

E poi, quando di notte la città si accende, è da perdere il fiato.

Melbourne

Melbourne

C’era un film di anni fa con Walter Chiari che degli australiani diceva “Sono Strana Gente” ed effettivamente vi potrà sembrare così quando noterete che a Melbourne è pieno zeppo di Hotel, ma di insegne recanti la scritta pub, ne vedrete ben poche. Questo perché ai tempi in cui la città era ancora una colonia di pionieri, il governatore dell’epoca si stufò di dover raccogliere con il cucchiaino tutti gli ubriaconi che si riversavano ciondolanti in strada. Così ordinò che tutti i locali dove servivano da bere dovessero avere delle stanze, et voilà: Hotel.

Melbourne

Melbourne

Dopo aver preso un buon caffè (Melbourne vanta anche il primato di “coffee capital”), e mangiato quelle 8 salsicce per sputare in faccia alla dieta mediterranea, c’è una sola strada che porta alle meraviglie del sud: la Great Ocean Road.

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Gabbiani – Great Ocean Road

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Lungo i 243 km che percorrono tutta la costa sud-est dell’Australia è possibile rimanere incantati dai grossi alberi della boscaglia e dai campi in cui saltellano decine e decine di canguri, ma soprattutto, sono le enormi scogliere a picco sull’oceano che lasciano tutti senza fiato. Accanto ad una di quelle spiagge deserte che ti fanno pentire di aver appena prenotato in Salento ad agosto, e sai che saranno pugni per l’ombrellone, si possono scorgere come d’incanto i 12 Apostoli: 8 faraglioni (4 se li saranno arrubbati) di pietra calcarea le cui sagome si stagliano sul mare.

12 Apostoli Great Ocean Road

12 Apostoli

12 Apostoli Great Ocean Road

12 Apostoli

Proseguendo è possibile sostare in alcuni paesini di mare tanto carini quanto difficili da pronunciare come Warrnambool, e tra il freddo vento antartico che smuove i capelli, e le passeggiate in solitaria al tramonto con la musica, è un attimo ed è subito faccia inebetita da campagna primavera-estate Ermenegildo Zegna.

Warrnambool Great Ocean Road

Warrnambool

Warrnambool Great Ocean Road

Warrnambool

Proprio davanti a Warrnambool, si trova Middle Island, un luogo teatro di una storia che non ha precedenti. Sull’isoletta vive una colonia di pinguini che per anni ha rischiato di estinguersi (da 1500 a 8 esemplari) a causa delle volpi che riuscivano a raggiungere i loro nidi durante la bassa marea. Questo finché non ebbe inizio il Maremma Project: da circa 10 anni, Eudy e Tula, due pastori maremmani, vigilano sui pinguini come delle guardie del corpo, con la stessa attenzione con cui guarderebbero il gregge dai lupi. Da allora nessun pinguino è più stato mangiato, e la colonia prospera (tutto è raccontato nel film Giotto – L’Amico dei Pinguini).

Pinguini - Great Ocean Road

Pinguini – Great Ocean Road

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Kangaroo Island

Pellicani – Kangaroo Island

Lungo le coste, se siete fortunati, potreste ammirare anche la maestosità delle balene australi. Che poi pensavo, che sbattimento essere una balena femmina, e mi rivolgo a tutte le madri che hanno trovato difficile la loro gravidanza: 1 anno di gestazione per partorire un “piccolo” di 1 tonnellata.

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Prima che mi dimentichi, a Warrnambool, nella desolazione più totale delle 8 di sera, sono finito per caso in un ristorante sul mare che, se passate da quelle parti, dovete provare: il Simon’s Waterfront. Ho mangiato una chowder strepitosa (zuppa di pesce servita in una pagnotta di pane).

Warrnambool - Simon's Waterfront

Warrnambool – Simon’s Waterfront

La Great Ocean Road a volte può sembrare lunga da percorrere, ma è proprio quando pensi di averne abbastanza che appaiono distese enormi di vigneti che ti sembra di essere stato catapultato nelle Langhe o in California. 2+2 a casa mia fa sempre “degustazione di vini”, ed una delle tante cantine di Mount Gambier offre la possibilità di assaggiare ottimi Shiraz, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Pinot Nero e Riesling. Ecco io li ho assaggiati tutti…insieme…in meno di un’ora…”ah bisogna sputare quando si degusta il vino?” (come no, me so bevuto pure quello degli altri, ma poi sai che viaggio?).

Mount Gambier

Mount Gambier

Nella zona di Mount Gambier ho anche scoperto dove è atterrata la casetta di Carl, il tenero nonnino del cartoon Pixar, Up: si trova sulle sponde del Blue Lake, un lago vulcanico dalle acque color blu intenso.

Blue Lake

Blue Lake

Dopo aver buttato nell’immondizia i famosi frutti che non possono valicare il confine, il viaggio continua nello stato dell’Australia Meridionale, passando dall’Oceano Pacifico all’Oceano Indiano. La tranquilla città di Adelaide è il luogo ideale in cui sostare se avete intenzione di visitare la celebre Kangaroo Island, raggiungibile grazie ad un traghetto o un aereo. L’isola del canguro è un posto incantevole, dominato dalla natura, dove il mare è cristallino e i pochi abitanti vivono nella tranquillità più totale. Non credo esista un altro posto dove i piccioni siano così belli, con il ciuffo, e dove si trova un solo semaforo in 4400 km quadrati.

Kangaroo Island

Kangaroo Island

A Kangaroo Island ho visto leoni marini, otarie, delfini, pappagalli krakatoa, pellicani, wallaby, addirittura hanno tentato di vendermi il famoso miele prodotto in loco dalle api liguri (belin, l’ape è estinta ormai nel resto del mondo) spiegando che sarebbe stato un regalo originale (come no…), ma indovinate qual è l’unico animale di cui non ho visto nemmeno l’ombra? Sarà che la guida prediligeva altre attrazioni, ma tutti sti canguri…

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Non contento, mentre mi avvicinavo vestito da piccolo esploratore alla colonia di leoni marini che vive sulla spiaggia, ho quasi messo un piede su un serpente. Per fortuna la guida mi ha preso per la giacca e spostato di peso in tempo. Ma dico io, con tutti i posti in cui ti puoi aspettare una serpe, la trovi spalmato sulla sabbia bianca?! Comunque, seppur velenoso, era microscopico.

Kangaroo Island - Leoni marini

Leoni marini – Kangaroo Island

Di tutt’altra dimensione sono i serpenti che potreste incontrate addentrandovi nel deserto rosso dell’outback, esattamente nel centro dell’Australia.

Nella città di Alice Springs, in quello che viene chiamato il Territorio del Nord, il Reptile Center spiega da vicino, da molto vicino, che effettivamente gli animali a sangue freddo possono essere davvero grandi, tanto quanto le distanze che separano il caldo torrido della città (43 gradi) da tutto il resto del paese (1200 km all’Oceano, 1500 dalle principali città).

Pitone Testa Nera - Reptile Center Alice Springs

Pitone Testa Nera

Ed è proprio in questo luogo inospitale e strategico, vicino al centro geografico dell’Australia, che gli aussie hanno dato vita a due attività indispensabili per il Paese: il Royal Flying Doctor Service e la School of the Air (scanso equivoci non si tratta né del Dr. Shepherd con le ali, né di una scuola di volo). Le enormi distanze trasformano azioni semplici, come andare all’ospedale oppure a scuola, in veri problemi. Ad esempio se abiti in un posto dimenticato da Dio e ti tagli un dito mentre affetti le zucchine, che fai? Io mi sarei lasciato morire per molto meno, ma un abitante delle zone più remote dell’Australia avrebbe chiamato l’associazione no-profit dei Medici Volanti che avrebbe risolto il problema in tempo per il pranzo, grazie a decine di aeroambulanze e piloti con la preparazione da paramedico. “It’s a bloody long Way

Australia outback

It’s a bloody long way

Proprio come gli ospedali, anche le scuole non sono presenti sul territorio quanto ad esempio i famosi cartelli gialli a forma di rombo. La Radio (dal 1951) e internet (dal 2009) hanno risolto il problema, mettendo insieme classi di alunni che vivono a km di distanza. Potreste pensare che i ragazzi non abbiano un rendimento eccellente, invece vanno meglio di quelli che frequentano fisicamente i corsi, perché dopo il duro lavoro nelle fattorie o nei campi, vedono nella scuola l’unico momento di svago. Ho sempre detto a mia mamma che avrebbe dovuto farmi studiare da casa.

Elicottero Kings Canyon

Elicottero – Kings Canyon

Kings Canyon

Elicottero – Kings Canyon

Il sole cocente rende davvero difficile la permanenza nel centro rosso dell’Australia, ma il fascino di quel deserto che si perde a vista d’occhio permette di sopportare i granelli di sabbia bollenti che penetrano nelle scarpe e ti gremano la pianta del piede. L’orizzonte del Parco nazionale Watarrka è interrotto solo dal Kings Canyon, imponente e meraviglioso, che voi lo attraversiate a piedi camminando tra le gole e sulla sommità o lo guardiate dall’alto prendendo un piccolo elicottero (ad ogni sobbalzo vi confermerà solamente una cosa: se l’uomo fosse stato fatto per volare, avrebbe le ali).

Australia outback

Parco nazionale Watarrka

Ma è in questa zona, nel parco di Uluru-Kata Tjuta che si trova il simbolo più importante di tutta l’Australia: Uluru.

Uluru - Ayers Rock

Uluru – Ayers Rock

Penso sia lo stesso posto in cui vive l’aquila Marahute, roba da Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri. Chiamato anche Ayers Rock, Uluru è il più maestoso massiccio dell’outback austaliano, celebre per la sua colorazione che varia tra il rosso, l’ocra, l’oro, il bronzo e il viola,  ma conosciuto soprattutto per essere la montagna sacra degli aborigeni, i veri abitanti dell’Australia.

aquila Uluru

Devo dire che quando mi avevano detto “ad Uluru ci sono un sacco di mosche”, avevo decisamente sottovalutato la situazione. Nonostante non faccia troppo bene all’autostima rendersi conto che tutte le mosche si posano proprio su di te, ho indossato il cappello con la retina protettiva per esplorare quel luogo attraente la cui sacralità e spiritualità è percepibile da chiunque ne ammiri l’imponenza.

Uluru - Ayers Rock

Uluru – Ayers Rock

Sono decine i racconti legati a questo luogo sacro, e si rifanno alle millenarie credenze aborigene. Da sempre le popolazioni aborigene utilizzano come mezzo di trasmissione la tela, utilizzata per creare meravigliosi e preziosi (anche costosi) disegni: i cosiddetti “sentieri di sogni” o “sentieri di canzoni” perché dipinti durante una sorta di stato di incoscienza, in trance.

Uluru lucertola spinosa australiana

Lucertola Spinosa Australiana

Tutto per loro ha una spiegazione legata ad una storia popolata da miti, Dei, animali e spiriti, che si tratti di un avvenimento o della forma di una roccia a forma di leone o di cappello di Napoleone. Ebbene sì, anche le mosche hanno una spiegazione: pare che gli spiriti degli aborigeni uccisi si siano reincarnati proprio nelle mosche, e dal modo in cui si comportano questi insetti, sembra proprio che stiano compiendo la loro vendetta (il perché sia fatta contro di me, non lo so).

Uluru - Ayers Rock

Uluru – Ayers Rock

La storia degli aborigeni è affascinante, quanto triste. Il loro aspetto, frutto di geni che non si sono mai incrociati con altre etnie, rimanda ad un essere umano più vicino a quello primitivo piuttosto che alle sembianze dell’uomo odierno (che è un modo carino per dire che non sono proprio belli, naturalmente secondo il nostro canone di bellezza, che può anche essere sbagliato visto che esiste la pagina facebook “Ma quanto cazzo è bello Magalli”). Per centinaia di anni sono stati perseguitati, discriminati ed uccisi, una storia paragonabile a quella degli indiani d’America. Uno dei momenti più bui della storia dei diritti civili si è consumato proprio in Australia tra il 1905 e il 1970 a causa della Stolen Generation o Stolen Children: i figli degli aborigeni vennero sottratti per anni alle famiglie dal Governo per essere rieducati con tanto di lavaggio del cervello. Il motivo? La risposta ufficiale è “protezione”, sempre che di ufficialità si parli, visto che il Governo australiano ha riconosciuto e chiesto scusa per tale atrocità e per la colonizzazione aggressiva solamente qualche anno fa (2009). Tutti d’accordo invece sul fatto che non esista una risposta logica alla Generazione Rubata, solo disgusto, di cui la storia dell’umanità non ci nega mai la presenza.

Uluru - Ayers Rock

Uluru – Ayers Rock

Il Governo sta cercando via via di trovare punti d’incontro con la comunità del popolo rappresentato dalla bandiera con un sole sovrapposto al colore nero (come la pelle aborigena) e rosso (come la terra), ma c’è ancora molto lavoro da fare, e per ora ci sono solo i contentini, come le riserve. Storia già sentita.

lucertola Uluru

Purtroppo l’Australia è anche un esempio di come gli aiuti economici stanziati sulla base del senso di colpa siano da considerare un fallimento, specialmente se i soldi sono indirizzati a chi ha sempre vissuto in un modo che il denaro non può di certo sostituire. Gli aborigeni ricevono dallo Stato 600 dollari ogni due settimane (da niente, ad avere 1200 dollari al mese), senza ovviamente ricevere un’adeguata sensibilizzazione sull’utilizzo di queste risorse di denaro. Della serie “vi abbiamo ammazzato e schifato per anni, scusate…ecco i soldi”, ma non  funziona così, ed un popolo che ha vissuto di risorse naturali per migliaia di anni, si ritrova catapultato nel 21esimo secolo con un potere di acquisto che trascina la maggior parte degli aborigeni nel baratro dell’alcolismo. Il risultato è la triste immagine di decine di individui che vivono riversi nei prati di città come Alice Springs, completamente ubriachi e sempre alla ricerca di alcolici. Poi ce ne sono alcuni che vivono ancora secondo le loro tradizioni, nelle riserve, e altri che si sono integrati e lavorano nel settore del turismo, o creano un ponte di comunicazione tra la loro comunità e il mondo che si sono trovati addosso. Quel che è certo, è che l’integrazione non è impossibile, ma non passa certo attraverso quei 600 dollari.

Lucertola Uluru

Varano Australiano

Ho scelto di non scattare fotografie agli autoctoni nel pieno rispetto della loro cultura. Resta il fatto che il mondo aborigeno è carico di un fascino primordiale che invoglia a conoscere ogni piccola sfumatura nascosta dietro un disegno, un simbolo o un Didgeridoo (quello strumento lungo quanto una canna chiamato così per il suono che emette). Ho anche provato a lanciare il boomerang, ma ho smesso perché avrei fatto la fine di un certo Levante che diceva: “70 mila volte ho provato a tirare il boomerang e per 70 mila volte non m’è mai tornato indietro. Le cose erano due: o io sbagliavo a lanciarlo, o io non ci sono proprio portato a prendere le cose al volo”.

Uluru - Ayers Rock

Uluru – Ayers Rock

Dopo un ultimo tramonto ad Uluru, con tanto di aperitivo e bollicine (che vi giuro è una delle peggiori burinate da turista che abbia mai fatto, ma è divertente), è ora di volare verso la città più nominata da tutti, a scapito della povera e malcagata Canberra,  quando viene chiesto “qual è la capitale dell’Australia?”: Sydney.

Sydney

Sydney – Opera House

Sydney è una colonia penale, ma ci hanno rassicurato “i più cattivi venivano mandati in Tasmania”, ed è la città più popolosa dell’Australia e dell’Oceania con i suoi quasi 5 milioni di abitanti, insomma è la loro metropoli. Proprio come Parigi ha la sua Tour Eiffel e noi abbiamo il Duomo (si lo so avrei dovuto scrivere Colosseo), Sidney ha l’Opera House, che non è solo bella da vedere e funzionale come Teatro dell’Opera, ma ha anche una storia travagliata ed incredibile.

Sydney - Opera House

Sydney – Opera House

Una storia più che altro legata al suo creatore, l’architetto danese Jørn Utzon, un uomo che nella scala dei lavori complicati si trova al livello “vita di merda”.

Dopo una seconda controllatina ai progetti scartati, nel 1957 l’idea di Utzon venne scelta dalla giuria e vinse il concorso per la costruzione dell’Opera House, che prevedeva una durata di circa 3 anni. Poi…com’è, come non’è…la Regina Elisabetta II ha inaugurato il Teatro nel 1973, sai…le pause caffè un po’ più lunge, ed è un attimo che ritardi di 13 anni. Il problema di Utzon era che tra il dire e il fare ci sono di mezzo un sacco di regole fisiche e matematiche che servono a non far crollare la struttura. Dopo l’idea geniale di scomporre una sfera per ricavare le giuste proporzioni delle bianche vele che caratterizzano l’Opera House, il povero architetto nel 1966 fu costretto a lasciare il paese perché aveva esagerato nel superare tempi e costi previsti (i soldi mancanti vennero raccolti grazie ad una lotteria). Non fece mai più ritorno in Australia (OFFESONE) e non vide mai più la sua creatura (terminata da altri 3 architetti). Tempo dopo il Governo australiano portò le sue scuse ad Utzon, e coinvolse i figli dell’architetto per seguire i progetti di restauro.

Sydney - Opera House

Sydney – Opera House

La Sydney Opera House diventò patrimonio dell’UNESCO facendo così del suo creatore l’unico ad aver ricevuto questo riconoscimento ancora in vita.

Nel Teatro dell’Opera si tengono spettacoli di ogni genere come concerti, musical, balletti e naturalmente l’opera. E curioso che sopra l’orchestra sia stata montata una rete, messa dopo che una gallina, facente parte di un allestimento fin troppo “vivo”, cadde sui musicisti durante l’esecuzione.

Per un appassionato di cinema come me, uno degli eventi più interessanti è la proiezione di film in cui la colonna sonora viene suonata live.

Sydney Harbour Bridge - Park Hyatt

Sydney Harbour Bridge – Park Hyatt

L’Opera si affaccia sulla zona della città che da sola vale il viaggio: la splendida baia di Sydney con i suoi palazzi, i locali, il maestoso Sydney Harbour Bridge, il Park Hyatt con il primato di hotel più bello al mondo e le centinaia di barche che solcano le acque. A bordo di una di esse, è anche possibile cenare guardando il tramonto, o meglio, guardando il sole che cala.

Sydney

Sydney

Si perché essere una colonia inglese ha i suoi vantaggi, come i giardini botanici, ma ha anche i suoi svantaggi, se così li vogliamo chiamare: la cena è all’ora delle galline, e guai a voi ad arrivare dopo le 21 al ristorante, la cameriera vi inviterà gentilmente di aspettare mentre chiede al Manager se la cucina è ancora aperta. Così come in tutta l’Australia i ristoranti chiudono presto, la vita ha orari anticipati, e se per sbaglio vi siete dimenticati di passare in lavanderia o di andare in posta, siete fregati. Non c’è cazzo che tenga, alle 17 in punto le serrande vanno giù, e la maggior parte delle città si trasformano in Silent Hill. Fantastico per tutti quelli che lavorano, ma a tutti gli altri la giornata sembra decisamente troppo corta. Potrebbe anche capitarvi di vedere persone sbronze alle 22 che manco alle 5 del veglione di capodanno. Ma dopotutto, l’alcol è radicato nel loro DNA, basti pensare che quando Syndey era ancora una colonia penale, in mancanza di denaro, i pagamenti avvenivano in rum.

Sydney

Sydney

Sydney

Sydney

Gli unici che sono sempre aperti e lavorano ad ogni ora del giorno e della notte indovinate chi sono? Eh già, i cinesi. Altra domanda: indovinate da chi era gestito l’unico bar in mezzo al deserto? Troppo facile lo so. Ma ben venga perché se a Sydney vi viene fame alle 23 è bene che vi facciate piacere gli involtini primavera. Come ogni città anglosassone che si rispetti ci sono delle China Town molto estese e popolose. Nel caso di Sydney è una zona che crea qualche disturbo della quiete pubblica, ma in generale per essere una grande città è abbastanza tranquilla. Un po’ tutto il paese è privo o quasi di criminalità, ed è talmente tanto civile che le prostitute fanno la fattura.

Sydney

Sydney

I mal pensanti potrebbero dire “ma come, città abitate da persone che vengono da tutto il mondo e non ci sono problemi?”. No, non ci sono problemi e l’Australia è un esempio evidente di come il multiculturalismo funzioni. Peccato che ci sia da scrivere un MA, o se preferite un GRAZIEASTACEPPA, grande come una casa, perché se l’America è il paese delle seconde occasioni, l’Australia è il paese del “buona la prima”. E’ il Governo a decidere chi può entrare nella Terra dei Canguri, facendo severi ed accurati controlli. Per passare il confine australiano, che non sia per turismo, bisogna possedere abbastanza soldi per potersi mantenere o in alternativa bisogna dichiarare esattamente cosa si andrà a fare, come e quando, assicurandosi di aver richiesto il visto corretto. Se una persona non fornisce informazioni chiare, se ha precedenti penali, o se fa sorgere anche solo il minimo dubbio, l’Australia la rispedisce a casa con il primo volo senza lasciare neanche il tempo di dire “ma”. Le leggi sono molto severe e la polizia non scherza, così come i giudici, che indossano ancora la tipica parrucca bianca britannica fatta di crine di cavallo. Tanto per ricordare a tutti di rigare dritto, sui cartelloni stradali luminosi compare la scritta “Mobile Speed Cameras, Anywhere, Anytime”…ansia.

Blue Mountains

Blue Mountains – Felci

L’unica è rifugiarsi sulle vicine Blue Mountains: un milione di ettari di pareti di arenaria, bush, cascate e foreste di eucalipto dichiarato patrimonio dell’umanità. Non sono blu ovviamente, ma lo sottolineo per tutti quelli che si aspettano di trovare il parco Oltremare di Riccione.

Melbourne

Melbourne

Ma quindi come sono questi australiani “strana gente”?

Se escludiamo il fatto che amino fare feste mascherate tutto l’anno e che abbiano scritto Michael Angelo invece di Michelangelo sul museo d’arte, l’impressione è quella di vivere costantemente nella pubblicità di Benetton, con decine di etnie diverse che coesistono in armonia tra loro. Ma l’australiano vero, quello rude dell’outback (tenendo presente che, aborigeni a parte, sono tutti importati), è un misto tra Crocodile Dundee con la pettinatura di McGyver, insomma un bijoux.

Le donne, anzi sarebbe meglio dire i donnoni perché se ti danno uno schiaffo giri fino al 2020, sposano lo stile tutto anglosassone della smandrappona con abito a tubino nettamente più piccolo di due taglie. Basta però andare su una delle tante spiagge, come ad esempio la famosa Bondi Beach di Sydney per fare in un attimo l’upgrade al mondo di Abercrombie & Fitch con surfisti e surfiste che ti fanno rimpiangere di aver coltivato per anni il fisico da giocatore di scacchi. Sembra che non ci sia una via di mezzo, o Chris Hemsworth o Rebel Wilson (se preferite Thor o Fat Amy).

Bondi Beach - Sydney

Bondi Beach – Sydney

Scherzi a parte gli australiani sono molto timidi, anche se basta qualche birra per farli sciogliere, e sono tra le persone più gentili che potreste mai incontrare. Sono estremamente ospitali e capita spesso che vi fermino per strada semplicemente per chiedervi da dove venite e darvi il benvenuto nel loro paese. Roba da film per chi vive a Milano ed è abituato a farsi prendere ad insulti se solo osa sostare sul lato sinistro delle scale mobili. Quindi mi raccomando se vi capita che tentino l’approccio con un “Hey Mate” tentate di resistere dal rispondere imbruttiti con un “Si ok, ma stai al posto tuo”.

Melbourne

Melbourne

Surf Bondi Beach Sydney

Bondi Beach – Sydney

Quello che colpisce della vita australiana è la rilassatezza (che potrebbe anche essere tradotta in voglia di non fare un cazzo, ma sono punti di vista). La maggior parte delle persone, anche nelle grandi città, va in giro con le infradito, anche a lavoro, facendo del Take It Easy un vero e proprio stile di vita. E poi, durante il week end, c’è chi va al mare o chi partecipa a feste in spiaggia, ma soprattutto, c’è chi si gode il riposo facendo bricolage e mettendo a frutto le ore passate davanti alla TV a guardare Paint Your Life.

Cairns

Cairns

Sono appassionati di cucina, ed è un bene, perché potrebbe aiutarli a distaccarsi dall’identità culinaria anglosassone quel tanto che basta per non essere invasi ancor di più dalla cucina asiatica. Dopotutto è comprensibile che le cucine del mondo abbiano trovato terreno fertile, insomma l’Australia ha come piatto nazionale il Fish & Chips, non certo la bechamel o la veloutè.

Macarons - Melbourne

Macarons – Melbourne

Una cosa su cui possono sicuramente migliorare quei pigroni, è il servizio: nella maggior parte dei ristoranti, bisogna ordinare al banco e poi aspettare al tavolo con il proprio numero #sbatti.

Mangiano sia il canguro che il coccodrillo, io ho assaggiato solo il primo e non riuscivo a levarmi dalla testa il fatto che mi stessi mettendo in bocca un topo gigante, tipo Splinter, ma è buono, e non trovo abbia un gusto tanto diverso da qualunque altra carne rossa.

Canguro

La carne di coccodrillo è invece un must di uno dei luoghi di vacanza più amato dai turisti, australiani e non. Bisogna spostarsi a nord, nello stato del Queensland, dove vicino al tropico del Capricorno si trova una piccola città che vive in perenne clima estivo, circondata da foreste e da una delle barriere coralline più belle al mondo: Cairns.

Cairns

Cairns

Cairns è un piccolo paradiso, con una grande baia su cui si affacciano palazzi, locali, ristoranti, market ed una lunga passeggiata che attraversa giardini, palme, alberi di giacaranda e frangipane, parchi giochi, i famosi barbecue e aree per lo sport piene zeppe di giovani.

Il clima umido e tropicale è influenzato dalla presenza della foresta di Cape Tribulation dove è possibile camminare tra le felci millenarie e spingersi dalle montagne fino alle spiagge dove gli alberi toccano la sabbia bianca e il mare cristallino. E’ poi è il posto da dove proviene la noce di Macadamia, che fortunatamente Haagen-Dazs ha saputo sfruttare a meraviglia.

Cape Tribulation

Cape Tribulation

Ma il vero motivo per cui centinaia di persone ogni giorno visitano Cairns è la sua eccezionale barriera corallina, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Dimenticatevi la vostra esperienza a Sharm el-Sheikh con il muro di coralli a pochi metri dalla spiaggia. Per arrivare alla barriera corallina di Cairns bisogna spingersi con una nave a 60 km dalla costa, dove si trovano delle piattaforme attrezzate per godere del miracolo naturale che vive sotto il pelo dell’acqua.

Superato il trauma di essermi guardato allo specchio con la muta integrale (neanche le luci dell’ascensore risaltano i difetti come quell’affare di lycra), mi sono immerso in un mondo acquatico che diventa più affascinante ad ogni colpo di pinna.

Barriera Corallina - Cairns

Barriera Corallina – Cairns

Pesci napoleone giganti, tartarughe marine, coralli di ogni forma e colore, anemoni e pesci pagliaccio sono solo alcune delle specie che si possono ammirare circondati da un mare trasparente.

Barriera Corallina - Cairns

Barriera Corallina – Cairns

Pesce Napoleone Cairns

Pesce Napoleone – Barriera Corallina – Cairns

C’è da dire che queste aree attrezzate in mezzo al mare hanno un’offerta di esperienze talmente ampia da fare invidia ad una sauna svizzera: è possibile provare il volo in elicottero, l’immersione con le bombole, l’immersione con il casco da palombaro, l’escursione con la barca con il fondo di vetro, la foto subacquea, insomma manca solo il sushi in apnea. Io non ho saputo resistere ad uno di questi servizi spenna turisti, ma vi assicuro che provare il seabob è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Per un attimo ho avuto l’impressione di avere per le mani uno di quei gadget alla 007, appeso ad una sorta di piccolo jet ski che permette di esplorare la barriera volteggiando in acqua come un delfino. Tanto per darvi un’idea, alla sesta marcia ho perso una pinna. Il 23 novembre 2015, il compleanno più divertente della mia vita finora l’ho passato a Cairns.

Barriera Corallina Cairns Seabob

Barriera Corallina – Cairns – Seabob

Barriera Corallina Cairns

Barriera Corallina – Cairns

Anche il paradiso però ha i suoi lati negativi, ed il grande paradosso di una delle più belle baie dell’Australia è che non è balneabile. Il motivo? È paludosa, ed infestata di coccodrilli. Per ovviare a questo problema il comune di Cairns ha creato una enorme piscina gratuita di acqua salata proprio a ridosso del mare. Certo però che avere un mare così e non poterci fare il bagno per gli animali pericolosi…

Coccodrillo marino

Coccodrillo marino

Già gli animali, l’Australia è famosa per centinaia di specie che si possono trovare solo ed esclusivamente nel selvaggio isolone.

Koala

Koala

Tutti gli animali familiari che si incontrano, sono stati importati, la maggior parte delle volte creando grossi danni per l’ecosistema. Ho già citato le volpi, importate per la caccia, e si sono mangiate i pinguini. I conigli, anch’essi introdotti per sollazzare le voglie inglesi di uccisione, si sono riprodotti così tanto che lo Stato ha dovuto creare in laboratorio un virus che li decimasse prima che rosicchiassero anche gli aborigeni. Nelle zone desertiche del centro Australia, nel 1840 vennero importanti 20 000 dromedari, che evidentemente si sono poi trovati trovati bene, tanto da essere così cresciuti nel numero da diventare un pericolo per le risorse e per l’uomo. Dopo Lo Squalo, Il Dromedario, al cinema.

Dromedario - Alice Springs

Dromedario – Alice Springs

Un appassionato di animali come me dovrebbe evitare l’Australia come la peste. Sono anni che su National Geographic, Nat Geo Wild e Animal Planet passano documentari titolati “i 30 animali più velenosi al mondo” e almeno 40 di essi sono in Australia. I coccodrilli sono enormi, e non rompono le balle solo nei fiumi… no, perché sono coccodrilli marini, quindi bazzicano estuari e spiagge con nonchalance. Tranquilli, non si spingono a largo, dove invece è più facile incontrare squali ancora più grossi e letali. Ho pensato a lungo all’idea di prendere una tavola da surf e lasciarmi trasportare dalle onde (o travolgere, è più verosimile) ma ho pensato che, con la sfiga che ho, sarei andato ad aumentare la statistica di 33 attacchi di squalo nel 2015. Voglio essere sincero, se incontro uno squalo non credo di essere capace di fare come quel surfista australiano che gli ha dato un pugno in testa.

Surf Bondi Beach

Bondi Beach – Sydney

Squali e coccodrilli non sono gli animali acquatici che creano più problemi all’uomo. In mare nuota anche la famosa cubo medusa o vespa di mare, considerato l’animale più velenoso al mondo. Un contatto con la box jellyfish crea il collasso in uno o due minuti. Le fa compagnia la Irukandji, forse ancora più bastarda perché è grande come una nocciolina ed è invisibile, con tentacoli finissimi lunghi un metro. Ecco spiegato l’invito ad indossare le mute perdi dignità per fare il bagno.

Barriera Corallina Cairns

Barriera Corallina – Cairns

Meglio stare sulla terra ferma, sempre che riusciate a superare la spiaggia, dove i serpenti non mancano (e ne ho avuta prova), e pure le conchiglie possono essere mortali.  Ah no scusate, fuori è anche peggio. Di tutti i serpenti più pericolosi al mondo, 18 esemplari, tra cui le 3 specie più velenose (compreso il Taipan), si trovano in Australia. Nel rettilario spiegavano di non preoccuparsi dei pitorni “quelli stritolano solamente”…ah ok.

Pitone Alice Springs Reptile Center

Reptile Center – Pitone

Stesso discorso vale per i ragni: il ragno dalla schiena rossa e il ragno dalla tela ad imbuto sono due delle specie più velenose al mondo, ragni tachenti, capaci di bucare addirittura le scarpe. La buona notizia è che più i ragni sono grossi, meno sono pericolosi, ciò significa che se vedo un affare grosso come un tacchino devo rimanere tranquillo…MAIUNAGIOIA.

Giant Wood Spider

Giant Wood Spider

Quasi dimenticavo, vogliamo parlare dei pipistrelli? Credo che se Zack Snyder li avesse visti avrebbe scelto uno di loro come nuovo Batman al posto di Ben Affleck. Le cosiddette volpi volanti sono grosse come polli e se ti avvicini troppo, ti fanno brutto.

Volpi Volanti - Cairns

Volpi Volanti – Cairns

E poi ancora polipetti velenosi, pesci pietra…insomma, tutti gli animali che non cercano di ucciderti volontariamente, rischiano di farlo per sbaglio.

Farfalla Australia

Fortunatamente arrivando in Australia, non bisogna improvvisarsi un novello Indiana Jones per schivare morsi ed ustioni, anzi gli australiani hanno imparato a convivere con gli animali e la preoccupazione lascia spazio alla meraviglia nello scoprire la bellezza di tutte le specie animali presenti sul territorio.

Il mondo intero e gli australiani stessi sono stati negli anni sensibilizzati riguardo la fauna del Paese. La maggior parte del merito va a Steve Irwin, noto come Crocodile Hunter, un australiano che ha saputo spingere le persone a guardare coccodrilli, serpenti ed animali feroci da un’altra prospettiva. Se ancora pensate che il destino non sia beffardo, sappiate Irwin non morì divorato, né morso da un velenoso serpente, ma venne punto in mare da una razza, una di quelle che vi fanno toccare all’acquario di Genova, per intenderci.

Pappagallo Re Australiano

Pappagallo Re Australiano

Podargo Australia

Podargo

I canguri, animali che passano la loro vita a combattere ed accoppiarsi, saltellano allegramente in tutto il Paese, strade comprese. Bisogna fare molta attenzione (sempre se siete sensibili) perché purtroppo questi marsupiali hanno la terribile ambizione a diventare lo stemma della vostra auto e si lanciano con facilità sul parabrezza. Ecco spiegati i grossi paraurti montati su macchine, bus e tir. Che poi…ad esser fortunati a tirare sotto un canguro (in termini di sicurezza): ho visto un dromedario investito e non oso pensare allo stato dell’auto. Di notte è sconsigliato viaggiare.

Canguro, wallaby

Koala

Koala

Sarà offesissimo del fatto che l’Australia venga chiamata la Terra dei Canguri. Mi riferisco al koala, il più amato e timido (ma cazzutissimo) marsupiale del paese. I koala sono animali schivi e difficili da vedere allo stato brado perché si nascondono in cima agli alberi d’eucalipto. L’Australia è disseminata da parchi faunistici, zoo e acquari in cui è possibile toccare e fare una foto con questi buffi animali ma, per quanto possa inizialmente sembrare educativo e divertente, è un’attrazione che mette tristezza, proprio come guardare un animale in gabbia.

Questi parchi rappresentano però l’unica opportunità di ammirare da vicino specie endemiche come l’echidna, il vombato, il podargo, il kookaburra (uccello il cui verso è utilizzato da Hollywood per simulare il verso delle scimmie) l’emu, il casuario e l’ornitorinco, unico mammifero oviviparo al mondo.

Echidna

Echidna

Un tempo era anche più facile avvistare i dingo, i cani selvatici australiani, ma vennero uccisi o allontanati per colpa, tanto per cambiare, dei turisti che iniziarono ad avvicinarli pericolosamente dando loro da mangiare. Ma cosa possiamo pretendere dall’umanità se non l’estinzione, dopo aver scoperto che alcuni turisti facevano il bagno nelle grotte sacre degli aborigeni ad Uluru.

Dingo

Dingo

Dopo 3 settimane e centinaia di km affrontati con ogni tipo di mezzo, dall’aereo al bus e dall’elicottero alla barca, passando per funivie e rotaie, e soprattutto dopo tanto cammino, è arrivata l’ora di imbarcarsi per i voli di ritorno. Lascio alle spalle un viaggio meraviglioso, che mi ha portato a vedere una piccolissima parte di un Paese immenso, affascinante e pieno di vita.

Rana Litoria Chloris Cairns

Litoria Chloris

Durante il volo di ritorno ho pensato ad una buona frase per chiudere questa esperienza, un aforisma della serie “viaggiare è l’unica cosa che compri, e che ti fa diventare più ricco”, oppure citare la pubblicità di Franco Rosso “investi nei ricordi”, insomma uno di quei modi di dire come “certo che il bambino è tuo”. Poi il comandante del volo ha preso la parola “Abbiamo un problema…” ed io ho perso 10 anni di vita, ma poi ha continuato, ed era ancora peggio di quello che pensassi “purtroppo per chi si trova in economy, la funzione entertainment non funziona”. Sentirsi sfigati e pure barboni per 23 ore…fatto, ma almeno ho ripensato alle meraviglie dell’Australia.

Farfalla Birdwing

Farfalla Birdwing

LE DOMANDE DI MERDA (i quesiti del turista con la sindrome da alzata di mano)

-“Qui c’è lo Tsunami?”   Certo, occhio perché è in giro in questo periodo dell’anno e si trasmette con uno starnuto

Signora alla guida australiana di origine cilena: “Da noi in Italia il problema è che ci sono troppi immigrati”

-“Le carte di credito funzionano?”   Certo che no! Contanti o baratto

-“Da che parte si entra nel grattacielo?”   Mah…se ti chiami Ethan Hunt anche dall’alto

-“Qui si gioca su campi di tennis tutti fatti di erba?”   Occhio perché a seconda di dove metti la virgola cambia tutto

-“Portland è un porto?”   Ma no, è un parco giochi a tema marittimo

-“Come mai ci sono tante ruote per le strade”   Altrimenti i dischi rigano l’asfalto

-“Ad Alice Spring c’è acqua?”    No, hanno costruito una città nel deserto e ricavano l’acqua masticando le foglie di eucalipto come i koala

-“Si beve l’olio di Emu”  Certo, prova a condire l’insalata

-“Che lavori possono fare gli aborigeni?”   Dunque vediamo, due braccia, due gambe, un cervello, pollici opponibili…forse tutti?

-“C’è un solo coccodrillo nel fiume”   Si si, faccia pure un tuffo

P.S. Lei è mia zia Marcella, è stata la mia compagna di viaggio, ed è una donna meravigliosa. Un grazie speciale anche a Bramardi Viaggi.

Uluru

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