Paolo e Jep hanno vinto! Oscar 2014 tra successi e maledizioni

22 e 50 di domenica 2 marzo 2014, inizi la notte degli Oscar con un gran parlare su Sky de La Grande Bellezza. Il film di Sorrentino pare sia tra i favoriti, ma per favore non portiamo rogna come Masini. Fatti gli scongiuri necessari, la statuetta per l’Italia è arrivata, con un emozione che non si sentiva dai tempi de La Vita è Bella, ma andiamo per gradi.

La Grande Bellezza

Dopo aver sentito Paolo Sorrentino pronunciare la parola “red carpet” con lo stesso accento con cui sotto il vesuvio pronunciano “O Babbà” iniziano ad arrivare le prime star su un tappeto rosso, leggermente zuppo per la pioggia caduta nelle ore precedenti. Tutti si toccano nella speranza che il diluvio universale non arrivi a rendere trasparenti gli abiti, ma quello che evita i sotto scala e i gatti neri più di tutti è Di Caprio, specialmente perché agli Spirt Award della sera prima è stato premiato al posto suo Matthew McConaughey. Terminato un Red Carpet noioso almeno quanto San Remo (tutto il meglio ed il peggio della moda lo scoprirete presto grazie ad una nuova collaborazione con VitaSuMarte.com), finalmente inizia la cerimonia con una Ellen DeGeneres calda come la poltrona dove è seduto Leo (squaraus da ansia). Dire questo mi costa come se dovessi tagliarmi un braccio, ma Ellen DeGeneres 1 – Seth Macfarlane 0, la conduttrice ha due palle grosse come quelle di un brontosauro, e poi tra una selfie sul palco, la distribuzione delle pizze in sala ed una serie di battute, riesce a coinvolgere anche il pubblico da casa.

Ellen Degeneres Oscar 2014

La prima esibizione della serata tocca a Pharrell Williams con la sua Happy. Se io mettessi quel cappello di Vivienne Westwood da capo scout sarei denunciato per atti osceni in luogo pubblico, e a dirla tutta anche al cantante vampiro sta di merda, ma Pharrell spacca, punto. Per scaldare la platea subito un grande premio, a Jared Leto come miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club, poi una sfilza di premi minori d’abbiocco, per intenderci tutte quelle categorie che comprendono vincitori seduti in piccionaia. La prima delusione arriva per il maestro Myazaki che non prende la statuetta per il miglior film d’animazione, andata alla Disney con Frozen.

Frozen Recensione

Nessuna delusione però può distrarci dalla felicità di ciò che succede alle 3 e 50, quando Ewan McGregor e Viola Davis pronunciano le parole “and the Oscar goes to La Grande Bellezza”! Siiiiiiiiiiii! Una vittoria che tutti speravamo e che è arrivata nel momento in cui il cinema italiano e l’Italia ne avevano più bisogno. Sorrentino, accompagnato da un sorridente Servillo, è stato impeccabile sul palco ed anche un po’ cafonazzo come piace a noi quando ha ringraziato, per l’ispirazione, Martin Scorsese, Fellini, Talkin Heads e Maradona.

Oscar 2014 La Grande Bellezza

Neanche il tempo di lasciarsi andare all’emozione che un Brad Pitt con il taglio da giovane, o da zarro di Garbatella fate voi, presenta gli U2 in versione acustica per Ordinary Love, intensi da standig ovation. La cerimonia prosegue poi con i premi che via via si fanno più interessanti, miglior attrice non protagonista l’emozionatissima Lupita Nyong’O per 12 Anni Schiavo (niente doppietta per la Lawrence).

12 Anni Schiavo 8

Tra un omaggio di Bill Murray allo scomparso Harold “Egon” Ramis, un Gravity che per i premi tecnici fa il piglia tutto ed un’esibizione di Pink, stranamente femminile e scollatissima sulle immagini de il Mago di Oz, arriva il momento della memoria. L’In Memoriam ricorda come sempre tutti i grandi del cinema scomparsi nell’ultimo anno, e fa ancora effetto vedere nomi come James Gandolfini, Paul Walker oppure Philp Seymour Hoffman, ma con il tributo canoro di Bette Midler (quella di Hocus Pocus), si ritorna ai premi più seri, miglior canzone per Frozen con “Let It Go” (schifo, erano meglio gli U2).

Oscar 2014

Gli ultimi tre atti degli Oscar 2014, intervallati da un’interminabile pubblicità che mette a dura prova i maroni, sono quelli dove c’è ciccia. Miglior sceneggiatura non originale a 12 Anni Schiavo, miglior sceneggiatura originale per Spike Jonze e lo stupendo Her (che bisogno c’era di tradurlo con Lei). Dopo 6 statuette, di quelle che nessuno si ricorda, Gravity centra l’obiettivo con la miglior regia ad Alfonso Cuaron, ma finalmente, il momento della verità. C’è solo un’altra notizia che gran parte degli italiani aspettano, sarà Oscar o no per il DiCaprio Maledetto? La statuetta come miglior attrice protagonista a Cate Blanchett per Blue Jasmine lascia Leo sulle spine ancora un attimo per poi scoprire che dopo Titanic, The Aviator, Django e innumerevoli pianti…Leo…devi morire per prendere sta statuetta! Miglior attore protagonista, meritatissimo sia chiaro, a Matthew McConaughey per Dallas Buyers Club.

Oscar 2014

La vittoria come miglior film a 12 Anni Schiavo di Steve McQueen conclude un’edizione degli Oscar 2014 senza troppe sorprese, ben condotta e con la gioia italiana.

12 Anni Schiavo recensione

Adesso che il tetto del mondo cinematografico tricolore è stato raggiunto per l’undicesima volta, si che le parole di Servillo alla giornalista di Rai News 24 prendono significato, e ci uniamo nel ribadire “Ma vaffanghiulo sta cretina”. Chiuderei con questa selfie che racconta come gli attori di Hollywood non siano degli alieni, ma dei cazzari come tutti. Buon cinema!

Oscar 2014

Miglior attore non protagonista: Jared Leto per Dallas Buyers Club

Miglior costume: Il Grande Gatsby

Miglior trucco e acconciatura: Dallas Buyers Club

Miglior cortometraggio d’animazione: Mr. Hublot

Miglior film d’animazione: Frozen

Miglior effetti speciali: Gravity

Miglior cortometraggio: Helium

Miglior cortometraggio documentario: The Lady in Number 6 – Music saved my life

Miglior documentario: 20 Feet from Stardom

Miglior film straniero: La Grande Bellezza

Miglior effetti del suono: Gravity

Miglior montaggio sonoro: Gravity

Miglior attrice non protagonista: Lupita Nyong’O

Miglior fotografia: Gravity

Miglior montaggio: Gravity

Miglior scenografia: Il Grande Gatsby

Miglior colonna sonora: Gravity

Miglior canzone originale: Let it Go – Frozen

Miglior sceneggiatura non originale: 12 Anni Schiavo

Miglior sceneggiatura originale: Her

Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett

Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey

Miglior film: 12 Anni Schiavo

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