The Legend Of Tarzan

VOTO: 8,5/10

GIUDIZIO: Un mal d’Africa che non passa più 

Più di 100 gloriosi anni di vita, 119 adattamenti per lo schermo tra costumini leopardati, animali della giungla, la fisicata John Weissmuller, gli ululati di Christopher Lambert, la serie Tv con Wolf Larson, passando per il cartone Disney e anche per quella sorta di soft porno mascherato da adventure movie di Sheena, Regina della Giungla (che ci beccheremo sicuramente su Italia1 intorno a ferragosto). E poi? Il leggendario personaggio creato dalla fantasia di Edgar Rice Burroughs viene distrutto nell’immagine da un singolo spot di qualche secondo: “Amoreeeeee, ci sono le grucciole…”. Per fortuna, a riportare brillantemente in auge il re della giungla, ci pensa David Yates, regista già capace di dare nuova linfa vitale agli ultimi 4 capitoli di Harry Potter, rendendo la saga del maghetto molto più cool e tenebrosa (tornerà presto ad Hogwarts con Animali Fantastici).

The Legend Of Tarzan recensione

Rispetto alle trasposizioni a cui siamo abituati, The Legend Of Tarzan ha un andamento temporale insolito: non dalla giungla fino alla vita borghese, ma viceversa, ed è già sufficiente per ricevere una bella ventata di freschezza. Ah, prima che facciate confusione, Tarzan non è Mogwli, quello de Il Libro della Giungla a confronto è un barbone. L’uomo scimmia infatti sarà pur cresciuto nella fitta vegetazione, ma scopre di avere il grano di famiglia e porta il cazzutissimo nome di John Clayton III. Tarzan ormai conosciuto anche come Lord Greystoke, ha lasciato la giungla africana da diversi anni per vivere nella Londra vittoriana accanto all’amata moglie, Jane. Adesso è stato invitato a tornare in Congo, in veste di emissario al commercio del Parlamento. Tarzan in fondo è un po’ come il “Terrone Fuori Sede”, sente il richiamo di casa e parte, ignaro di essere la pedina di una trama mortale fatta di avidità e vendetta, ordita dal belga Capitano Leon Rom. Tutti coloro che si celano dietro questo complotto omicida non hanno idea di quale bestia stanno per scatenare.

The Legend Of Tarzan recensione

Poteva essere l’ennesimo remake senza né arte né parte, invece il film di Yates è un emozionante e coinvolgente concentrato di intrattenimento in cui tutto funziona alla perfezione, a partire dai protagonisti. È lo svedese Alexander Skarsgård (si quello di True Blood) a vestire perfettamente i panni di Tarzan, ed “esce” un fisico che a te, persona normale, fa venire voglia di buttarla sulla simpatia per il resto della vita. Senza contare che le sequenze in cui l’uomo scimmia sale sugli alberi e si appende alle liane, ti riportano alla memoria le figure di merda che facevi a ginnastica su pertiche, funi e spalliere, ma questa è un’altra triste storia. Accanto a Skarsgård (figlio di Stellan – Thor, Nymphomaniac, L’Esorcista La Genesi), c’è la combattiva (e poco inglese nei modi) Jane interpretata dalla superlativa Margot Robbie, e dovrebbe essersi accesa la lampadina, a uomini e donne indistintamente, con su scritto “nudo integrale in The Wolf Of Wall Street“.

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Sembra uscito dall’universo bondiano invece il temibile cattivo della vicenda, Leon Rom, ma forse è solo un’impressione visto che la scelta vincente è ricaduta Christoph Waltz, fresco fresco di 007 – Spectre in cui interpreta Blofeld. Chi poteva rappresentare la quota afroamericana del film tra i famosi di Hollywood? Per dirla come l’orsacchiotto Ted “Basta che guardi un film qualsiasi. Lui è quello nero“: ovviamente si tratta di Samuel L. Jackson. L’attore di Pulp Fiction, che probabilmente vive in freezer visto l’aspetto immutato da anni, rappresenta la parte simpatica della pellicola, contrapponendo al quieto ed affascinante Tarzan un divertente ruolo “buddy” simile a quello di Die Hard – Duri a Morire. Insomma un cast di tutto rispetto a cui si aggiungono Djimon Hounsou e Jim Broadbent.

The Legend Of Tarzan recensione

Nulla da rimproverare alla CGI, ma vorrei anche vedere, il film è costato abbastanza per rendere reali, volendo, anche i due leocorni (180 milioni di dollari). The Legend of Tarzan è travolgente, appassionante e divertente, inoltre la durata di 1 ora e 50 minuti permette di non perdere l’attenzione nemmeno per un istante sulla pellicola, comunque leggera e godibile senza dover impegnare la mente come a lezione di matematica. Forse il film piacerà di più a quelli che, come il sottoscritto, hanno un legame particolare con la gioia che trasmette il continente nero. L’Africa è stata per secoli plasmata dagli interessi di chi non ne ha avuto alcun rispetto, ma nonostante questo mantiene inalterati i colori caldi ed il fascino selvaggio di una terra unica al mondo. Che sia un viaggio, un foto o un film, l’Africa regala sempre qualcosa che resta nel cuore, in questo caso è rimasto anche un po’ di Tarzan.

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COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER)

-Ma quindi non ho capito, i coccodrilli se lo sono inculato o se lo sono mangiato?

-La fede può uccidere

-In Africa fa terribilmente caldo 

-Tarzan in realtà è il dottor Dolilttle

-Le zebre scalciano finché non muori

The Legend Of Tarzan recensioneTitolo: The Legend Of Tarzan USA, 2016

Regia: David Yates

Sceneggiatura: Adam Cozad, Craig Brewer,Edgar Rice Burroughs

Interpreti: Alexander Skarsgard, Tory J. Saper, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Margot Robbie, Djimon Hounsou

Distribuzione: Warner Bros

Durata: 1h 50′

Sito: http://legendoftarzan.com/

Facebook: https://www.facebook.com/TheLegendOfTarzanIT/

Twitter: https://twitter.com/legendoftarzan?lang=it

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ORyZbS3SCC4

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