American Sniper

VOTO: Il Patriota 2.0

Sono felice. Aver visto Bradley Cooper completamente senza barba e con i capelli corti, mi fa pensare che c’è speranza per tutti. Si perché ad uno degli uomini più affascinanti della terra, capace di stregare tutti con la barba incolta ed il capello lungo, basta un cambio di look per trasformarsi nella copia esatta di uno dei miei migliori amici, appena sveglio alle 8 del mattino dopo aver fatto serata e aver tazzato come un irlandese nel giorno di riposo. “Buttalo via anche così” direte voi. La faccia un po’ gonfia (per prepararlo al film, colazione dei campioni a base di steroidi), l’aspetto bonario, l’espressione inebetita e l’occhio azzurrissimo: Bradley è l’uomo perfetto per raccontare la vera storia di Chris Kyle in American Sniper. (e comunque no, il mio amico non ve lo presento).

American Sniper recensione

Kyle è texano. Da tempo sappiamo che in Texas nascono solo tori e checche,  ma se il soldato Cowboy non assomigliava ad un toro (e quindi il cerchio si restringe), Chris Kyle è il classico armadio a 4 ante americano che si diletta nel rodeo e desidera servire il proprio paese. Spinto dagli attacchi terroristici compiuti dagli estremisti islamici contro le ambasciate americane di Dar Es Salaam e Nairobi, Kyle decide di arruolarsi nei Navy Seal. Era il 1999. Da li a poco il soldato avrebbe assistito all’11 settembre e sarebbe partito poi nel 2003 per la guerra in Iraq in qualità di cecchino scelto.  6 anni, 1000 giorni, 4 turni e 166 uomini abbattuti lo trasformano ne “La Leggenda”.

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Clint Eastwood torna a raccontare la guerra, questa volta però si sofferma sull’UOMO in guerra. Non lo fa portando al cinema un soldato qualunque, bensì il migliore, capace di entrare nella storia come colui che meglio ha servito il suo paese fino ad oggi. E che non fosse uno come tanti lo si capiva già dal fatto che entrando in un bar conosce Sienna Miller, con cui si sposa e ha poi due bambini. Roba che nella mia vita gli incontri di rilievo in un bar sono stati: Il Mago Thelma, Iva Zanicchi ed un comico di Zelig di cui non ricordo il nome.

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Curioso come “servire con successo” sia sinonimo di “maggior numero di uccisioni”, e questo è solo uno degli aspetti psicologici sottolineati lucidamente da Eastwood in American Sniper. In tutti i film degli anni 80 e 90 la guerra era raccontata attraverso le immagini del Vietnam. Oggi, dopo titoli come The Hurt Locker, l’orrore con cui bisogna confrontarsi è in Iraq, ma nonostante siano due conflitti completamente diversi, siamo sicuri che gli effetti sui soldati siano cambiati?

Chris Kyle vive una trasformazione. E’ mosso da un forte senso di giustizia e da un attaccamento incondizionato nei confronti degli Stati Uniti (ricordiamo che oltre ad essere malati per la bandiera, i texani sono gli unici che nel 2015 vanno ancora in giro con il cappello da cowboy ed i camperos. Grazie a Dio le cinture di El Charro da noi sono sparite). E’ il migliore in quello che fa e parte per la guerra, in uno scenario di odio in cui non esiste il riposo mentale, può succedere di tutto h24 e le uniche cose a cui aggrapparsi sono il dovere e la speranza (la tensione è resa immensamente bene dalla regia). Essere in quel luogo significa andare contronatura, l’uomo non è fatto per uccidere e c’è chi, dopo aver visto la morte di donne, bambini e compagni, non riesce mai a tornare a casa del tutto. Kyle, che in questa guerra ci credeva davvero, torna a casa come un eroe, ma il prezzo da pagare è il peso di tutti quei proiettili messi a segno e la conseguente fatica nel ritrovare se stesso.

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Clint Eastwood, forse fan della Marvel oppure molto intelligente non lo sappiamo, si allinea in qualche modo alla moda cinematografica di oggi che vede i supereroi protagonisti delle pellicole preferite dal pubblico. Kyle ricorda un superhero, è una leggenda, e proprio come The Punisher (ci sono molti rimandi al personaggio marveliano) ha una sua nemesi. American Sniper è il miglior modo per iniziare un nuovo anno di cinema, è toccante, intenso e reale. Congratulazioni a Clint Eastwood che a 84 sembra avere una S che spunta dal petto.

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COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Mi dovete spiegare perché nei film tutti quelli che giocano al tiro a segno del luna parrk vincono un pupazzo gigante sparando un solo colpo!! Io spendevo soldi a palate e buttavo giù decine di bersagli per poi ricevere un peluche tarocco di 10 cm

-Esistono le pecore, i lupi ed i cani da pastore

-I cecchini hanno molto in comune con i fotografi della National Geographic, stessi appostamenti

American Sniper recensioneTitolo: American Sniper USA, 2014

Regia: Clint Eastwood

Sceneggiatura: Jason Hall, Chris Kyle, Scott McEwen, James Defelice

Interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller

Distribuzione: Warner Bros 

Durata: 2h 12′

Sito: www.americansnipermovie.com

Facebook: https://www.facebook.com/AmericanSniperOfficial?fref=ts

Twitter: https://twitter.com/WarnerBrosIta

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=c2nnAvBnvek

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