Dunkirk

VOTO 9/10

GIUDIZIO: Nolan l’è on gran Nolan

Io amo Christopher Nolan, con un amore simile a quello che ho provato per Spielberg negli anni ’90. Tra gli altri capolavori come Inception o Interstellar, ha messo in scena quello che finora è il ‘mio’ Batman. Vi confesso che mentre scrivo – fine luglio – sto per entrare in sala e sono leggermente teso perché ho appena letto un tweet di Mia Khalifa in cui scrive che Dunkirk “sucked more dick than I did in 2014”. Ecco le donne si chiederanno chi diavolo sia questa qui, mentre la maggior parte degli uomini le ha sicuramente dedicato qualche diottria. Mia Khalifa è una ex pornostar, la cui rispettabile opinione non dovrebbe più di tanto preoccupare gli appassionati di cinema, specialmente dopo che alcuni critici americani si erano già dimostrati entusiasti per l’ultimo film di Nolan.

E se invece, mi chiedo io, Mia fosse la voce del popolo ed il film facesse schifo? Ci rimarrei male come quella volta in cui ho scoperto le dimensioni ridotte del nuovo Winner Taco.

Ho visto Dunkirk, e ho capito che pompare troppo fa male alla testa.

Dunkirk recensione

Seconda Guerra Mondiale. I tedeschi hanno invaso la Francia e centinaia di migliaia di truppe britanniche ed alleate si trovano circondate sulle spiagge di Dunkirk. La storia si sviluppa tra terra, mare, ed aria. Gli Spitfire della RAF si sfidano col nemico in cielo aperto sopra la Manica in difesa degli uomini intrappolati a terra. Nel frattempo, centinaia di piccole imbarcazioni capitanate da militari  e civili tentano un disperato salvataggio, mettendo a rischio le proprie vite in una corsa contro il tempo per salvare anche solo una piccola parte del proprio esercito.

Dunkirk recensione

Dunkirk è solo l’ultimo capolavoro di una lunga serie del regista inglese. Nolan è un vero fuoriclasse che si comporta sempre più come uno di quegli artisti capaci di dare un’impronta unica alle proprie opere. In effetti è un personaggio tutto particolare. Non usa il cellulare e pare che non fosse a conoscenza della popolarità di Harry Styles al momento dell’ingaggio (mah, sarà). Comunque quest’aria da artista fuori dal mondo mi piace assai, anche perché tendo ad immaginarmelo come uno che tra le mura domestiche ama fare le cose ‘come una volta’: tirare la pasta per le tagliatelle a mano, scrivere su una vecchia Royal portatile o fare la barba con il pennello.

Scherzi a parte, è il genio cinematografico di questi tempi e nonostante accolga nel suo cinema la tecnologia, come le riprese in IMAX, ama ancora fare i film per l’appunto ‘come una volta’. Per Dunkirk Nolan ha utilizzato la pellicola 70mm e gran parte del budget (100milioni) è stato speso per ricreare le ambientazioni dell’epoca con tanto di 6000 comparse, barche e aerei originali della Seconda Guerra Mondiale. In termini di spettacolarità, questo modus operandi fa ancora la differenza sul grande schermo. L’amore che mette nel cinema permette al regista britannico di scegliere una storia da raccontare e trasformarla nella pellicola definitiva nel suo genere. Dunkirk è il film di guerra.

Dunkirk recensione

Il conflitto è l’unico vero protagonista di una storia di salvataggio, coraggio e patriottismo che, da buon ignorante in storia, non conoscevo così bene. Molto probabilmente quanto accaduto ha influito sulle sorti del conflitto mondiale, tanto da evitarci oggi di andare in giro con baffetti rettangolari ed una svastica tatuata sul petto, per non parlare di tutto il resto.

Fin dai primi minuti Dunkirk ti travolge dentro ad una corsa per la salvezza in cui quasi non c’è il tempo per decifrare i volti e i nomi di soldati, ragazzi perlopiù, che cercano di portare a casa la pelle compiendo il loro dovere. I proiettili, le bombe dall’alto, i morti, la disperazione, la rassegnazione ad un destino quasi segnato, ma anche la speranza, sono gli elementi che hanno scritto la storia su una gelida spiaggia non lontana dalla Normandia.

L’unica certezza per i soldati ancora in vita era quella di imbracciare un fucile e andare a combattere – una sorta di giorno della marmotta dell’orrore. Nolan racconta una guerra estremamente diversa da quella a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, mossa da interessi economico-politici. A Dunkirk si combatteva per la libertà, e il regista riesce a trasmettere in modo estremamente intenso come la necessità di fare la differenza in quel luogo fosse di gran lunga più importante della vita stessa.

Dunkirk recensione

La tensione è costante. Di fondamentale importanza è stato il lavoro di Hans Zimmer per la colonna sonora, un accompagnamento costante e deciso che ha permesso a Nolan di ridurre al minimo i dialoghi tra gli attori. Non c’è lo spazio per qualche battuta, non c’è l’intenzione di alleggerire il momento. Ad enfatizzare ancora di più la corsa contro il tempo per salvare i 400mila dell’esercito, è sempre presente un ticchettio disturbante – tic tac tic tac – immaginatevi l’agitazione.

Come già visto in Interstellar, Memento o Inception, Christopher Nolan è un maestro nell’utilizzo del piano narrativo non convenzionale, gioca con lo spazio e con il tempo con la stessa semplicità con cui un italiano cuoce un piatto di pasta. Se fosse facile, lo farebbero tutti, provate ad ordinare una carbonara in Francia. Dunkirk è raccontato da tre diversi punti di vista che si sviluppano e si incastrano tra loro in momenti diversi su un arco temporale di una settimana.

Dunkirk recensione

Naturalmente il cast è di primissima scelta, tra nuovi arrivi e vecchie conoscenze. Ci sono i volti semi sconosciuti dei giovani della fanteria, su tutti quello che si vede di più è Fino Whitehead. Insieme a loro anche il debutto dell’unico che possedeva già una fama mondiale tale da attrarre al cinema una fetta di pubblico, quella dei teenager, che certo non fa male alle casse del film: Harry Styles. Bisogna dire che l’ex One Direction ha dato un’ottima prova delle sue capacità.

Il mare è stato invece affidato all’esperienza del già preferito di Steven Spielberg, Mark Rylance (Il Ponte delle Spie, Il Grande Gigante Gentile) e con lui lo Spaventapasseri della trilogia di Batman, Cillian Murphy.

Last but not least, il cielo. Dall’alto servono gli occhi buoni ed i migliori in circolazione ad Hollywood sono quelli di Tom Hardy. Quell’uomo potrebbe recitare anche muto e fare comunque il culo a tutti. In Dunkirk porta nuovamente la maschera (dopo il Bane de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro), ma la fronte e gli occhi tanto bastano per renderlo uno dei personaggi più affascinanti ed importanti del film.

Dunkirk recensione

Da citare anche la presenza del giovane Barry Keoghan (’71, Traders), e ancora Kenneth Branagh (Enrico V, Operazione Valchiria) e James D’Arcy (Master & Commander, Cloud Atlas).

Dunkirk è senza dubbio uno dei film più riusciti degli ultimi anni. E’ una di quelle pellicole che chi ama il cinema riguarderebbe cento volte. Uscirete dalla sala ripensando a lungo a quei 106 minuti passati davanti allo schermo, anzi dentro lo schermo, a lottare per la libertà.

Dunkirk recensione

Dunkirk poster recensioneTitolo: Dunkirk USA, UK, FRA 2017

Regia: Christopher Nolan

Sceneggiatura: Christopher Nolan

Interpreti: Fionn Whitehead, Mark Rylance, Tom Hardy Cillian Murphy, Kenneth Branagh, James D’Arcy, Barry Keoghan

Distribuzione: Warner Bros

Sito Ufficiale: Dunkirk sito ufficiale

Facebook: Dunkirk facebook ufficiale

Twitter: Dunkirk twitter ufficiale

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