Ho Ucciso Napoleone

VOTO: 6/10

GIUDIZIO: La boccia dove vive Napoleone è piena di water-loo?

Passano gli anni, ma devo dire che ho ancora un certo occhio in materia: in Ho Ucciso Napoleone “recita” anche Selen, purtroppo non nel modo che ricordiamo, altrimenti avrebbe reso il film sicuramente più interessante.

Ho Ucciso Napoleone recensione

Nel giro di ventiquattr’ore la vita di Anita (Micaela Ramazzotti – Posti in Piedi in Paradiso), una manager single in carriera con lo stile da dominatrix, viene spazzata via da un uragano di guai. Anita si ritrova seduta sull’altalena di un parco, licenziata in tronco e incinta del suo capo (Adriano Giannini – Una Donna Per Amica), suo amante clandestino e sposato, oltre che padre di famiglia. Anita vuole che tutto ritorni come prima senza compromessi e senza figli. Perché questo accada è necessario ordire un piano di vendetta raffinato e senza scrupoli. Tutto può vacillare per merito, o per colpa, di un goffo avvocato di nome Biagio (Libero De Rienzo – Santa Maradona) che si offre di aiutare Anita. Nel frattempo la pancia cresce e la ragazza cerca di mettere da parte la sua gelida indole da master & commander.

Ho Ucciso Napoleone recensione

Sarà che non ho mai digerito il fatto che la sua voce avesse preso il posto di Scarlett Johansson in Lei di Spike Jonze, ma Micaela Ramazzotti non mi ha mai fatto impazzire. In Ho Ucciso Napoleone, diretto da Giorgia Farina (Amiche da Morire), la Ramazzotti non riesce a levarsi di dosso questa eccessiva romanità che la contraddistingue e non le permette di essere più di “granchè” come caratterista (qualcuno uccida la costumista perché non riesco a togliermi dagli occhi un paio di calze color carne che indossava Anita). L’attrice interpreta una donna di successo,  nevrotica e maniaca del controllo che rimane vittima ancora una volta della disparità tra uomo e donna nel mondo del lavoro. Anita ha però tutte le carte in mano per mettere nella melma fino al collo i responsabili ed è pronta ad usarle aiutata da una schiera di improbabili disoccupate: una spacciatrice di medicinali (Elena Sofia Ricci – Mine Vaganti); una diversamente magra con la fissa per la linea (Iaia Forte – La Grande Bellezza); una donna meno importante, ma faceva numero (Monica Nappo); un avvocato che vede il successo immediato nella formula licenziamento+gravidanza (Thony – Tutti i Santi Giorni). Solo le donne possono essere così fredde e calcolatrici in quello che fanno? Lo scopriremo solo vivendo, ma bastano anche i ’90 minuti di una commedia che spreca l’occasione di essere qualcosa di più: si ferma a “mmm, niente di che”, espressione che usi per un ristorante dove spendi abbastanza e mangi mediocremente. Non te ne penti ma non ci torni. Nota positiva invece per l’interpretazione di Libero De Rienzo, attore sottovalutato che ho sempre amato moltissimo.

Ho Ucciso Napoleone recensione

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Le donne non sempre sono peggio degli uomini

-Al parchetto si può spacciare di tutto

-I pesci rossi si assomigliano tutti

Ho Ucciso Napoleone recensioneTitolo: Ho Ucciso Napoleone, 2015

Regia: Giorgia Farina

Sceneggiatura: Giorgia Farina, Federica Pontremoli, Gianluca Mazzella

Interpreti: Micaela Ramazzotti, Libero De Rienzo, Adriano Giannini, Elena Sofia Ricci, Iaia Forte, Thony

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 1h 30′

Sito: www.01distribution.it

Facebook: https://www.facebook.com/houccisonapoleone?ref=ts&fref=ts

Twitter: https://twitter.com/giorgiafarina4

Trailer:

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