Home – A Casa

VOTO: 7,5/10

GIUDIZIO: We Found Love in a OH-peless Place

I bambini l’avevano capito molto prima di me, mentre io riuscivo a malapena a captare qualche indizio (per nulla palese):  ha i capelli castani ricci; è scura di pelle; è nata alle Barbados; canta le canzoni con la stessa voce di Rihanna…ah, ci sono! La protagonista è Rihanna! L’età della bambina (12 anni) mi aveva sviato, e poi la proiezione era di domenica mattina ed io ho pur sempre 27 anni.. il sabato esco.

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Oh è un alieno che appartiene alla specie dei Boov, un popolo costantemente in fuga dai nemici Borg. L’ultimo trasloco è stato fatto sulla Terra, dove Oh spera di cominciare una nuova vita che gli permetta di levarsi di dosso l’etichetta di pecora nera. Purtroppo, l’alieno sbadato commette un errore che rischia di mandare in fumo tutta la colonizzazione, e deve fuggire per non essere arrestato. Incontra così Tip, unica ragazza scampata al concentramento forzato del genere umano in Australia. Tra i due nasce uno strano rapporto di amicizia che li porterà ad essere compagni di viaggio.

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C’è crisi, e lo sa bene la Dreamworks che dopo il flop di Turbo e de I Pinguini di Madagascar si trova molto vicina a quelle frasi tipo “o la va, o la spacca”. Nelle mani di Tim Johnson il cartoon che dovrebbe tentare di risollevare le sorti della società d’animazione, onde evitare di razionare la carta igienica nei bagni dell’azienda. Home – A Casa potrebbe riuscire nell’impresa: cambia direzione rispetto alle pellicole a cui ci ha abituato la casa (tra gli altri) di papà Spielberg. Se Kung Fu Panda, Dragon Trainer e Shrek erano, si cartoon, ma più orientati verso un pubblico adulto, Home – A Casa strizza l’occhio al pubblico dei più piccoli con una storia sognante, colorata e divertente, capace di tenerli incollati allo schermo per tutta la durata. Il viaggio, affrontato a bordo di un’utilitaria volante che carbura grazie a bevande zuccherate, torna a coinvolgere i bambini senza annoiare mamme e papà. E’ impossibile non innamorarsi di Oh e delle sue espressioni, per non parlare dei momenti di commozione: i produttori di cartoon hanno capito che più le famiglie sono disgraziate, “meglio” è (orfani come se piovessero). Un peccato perdere il doppiaggio originale di Tip (Riri, che compone la colonna sonora apposta), della mamma di Tip (Jennifer Lopez), di Oh (Jim Parsons, lo Sheldon di The Big Bang Theory) e del capitano Smek (Steve Martin). Speriamo che Home non mandi la Dreamworks A Casa per sempre.

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COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Le stelle marine conservano la prole come su Krypton

-I gatti quando fanno le fusa non stanno per esplodere

-I gabinetti, gli ombrelli e i bidoni della spazzatura non servono

Home A Casa recensioneTitolo: Home A Casa (Home) USA, 2015

Regia: Tim Johnson

Sceneggiatura: Tom J. Astle, Matt Ember, Adam Rex

Interpreti: Rihanna, Jennifer Lopez, Steve Martin, Jim Parsons

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 1h 34′

Sito: http://www.dreamworksstudios.com/

Facebook: https://www.facebook.com/DreamWorksStudios?fref=ts

Twitter: https://twitter.com/DWAnimation

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