Il Ponte delle Spie

VOTO: 8/10

GIUDIZIO: E’ classificato

Steven Spielberg e Tom Hanks. Non servirebbero altre parole per descrivere il loro ritorno dopo Salvate il Soldato Ryan, Prova a Prendermi e The Terminal. Il Ponte delle Spie è un noir tratto da una storia vera e naturalmente parla di spionaggio. Roba che solo a sentire la parola spia mi viene mal di testa perché usano parole tipo “vilipendere”. Fortunatamente non si tratta di un attentato alla materia grigia come La Talpa, e nemmeno un film alla “Ciao Gin, Ciao Fizz. E’ precisa questa pistola? Si, se premi il grilletto alle 8, quella alle 8 spara”.

Il Ponte delle Spie recensione

1957, Guerra Fredda e periodo di grande tensioni in cui gli Stati Uniti e la Russia giocavano a chi ce l’ha più lungo a suon di intercettazioni, fotografie ed informazioni.

Il pittore Rudolf Abel (Mark Rylance – The Gunman, Anonymous) viene arrestato nel suo appartamento di Brooklyn con l’accusa di essere una spia sovietica. Uno dei tanti controsensi di quel periodo voleva che la democrazia processasse Rudolf, nonostante fosse considerato un nemico a tutti gli effetti. Gli americani, sicuri sulla brevità del processo farsa, affidano la difesa all’avvocato James B. Donovan che fino ad allora si era occupato solo di assicurazioni.

Mentre Donovan prende seriamente le difese di Abel, tra le incomprensioni della sua famiglia , del giudice e dell’opinione pubblica, un aereo spia americano viene abbattuto dai sovietici e il tenente Francis Gary Powers viene fatto prigioniero. La possibilità di scambio viene affidata proprio all’avvocato Donovan.

Il Ponte delle Spie recensione

Nel mio caso, uno dei motivi per cui devo maggiormente ringraziare il cinema è quello di farmi scoprire personaggi storici che, dal basso della mia ignoranza da capra, non avrei di certo scovato sui libri. Questo James B. Donovan era uno che possedeva due cocomeri giganti: persona di cuore e soprattutto abile negoziatore, capace di alleviare le tensioni di una guerra che poteva esplodere da un momento all’altro, e andare oltre lo spionaggio. Negli anni seguenti Donovan si portò via da Cuba 1163 prigionieri americani, contro le poche decine per cui era stato mandato (ad averlo avuto come compagno di viaggio a Zanzibar o a Sharm El Sheikh avrei portato a casa il doppio, spendendo la metà). Chi poteva interpretare la parte di questo brillante imbonitore se non Tom Hanks, meraviglioso come sempre e divertente grazie alla vena ironica che aiuta a far scorrere in modo leggero le 2h e 21’ de Il Ponte delle Spie. Steven Spielberg, con la sceneggiatura dei fratelli Coen, diventa abile narratore di un periodo che sembra lontano anni luce da noi, invece risale ad appena 50 anni fa. Il regista trasmette con un film godibilissimo l’importanza di vivere in un paese libero, lontano dalla guerra (oggi più che mai).

Una pellicola storica per amanti del genere e non solo.

Il Ponte delle spie recensioneTitolo: Il Ponte delle Spie (Bridge of Spies) USA, 2015

Regia: Steven Spielberg

Sceneggiatura: Matt Charman, Ethan Coen, Joel Coen

Interpreti: Tom Hanks, Mark Rylance, Alan Alda, Amy Ryan

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 2h 21′

Sito: http://www.20thfox.it/il-ponte-delle-spie

Facebook: https://www.facebook.com/BridgeOfSpies/?fref=ts&rf=502026709966772

Twitter: https://twitter.com/20thFoxItalia

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=8JICEhUw9C0

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