The Imitation Game

VOTO: Indovina indovinello, cosa metterà sulla faccia Cumberbatch per sembrare un pivello? 

8/10

Andiamo a vedere The Imitation Game, in un panorama natalizio di una multisala che proietta 3 spettacoli del nuovo film di Alessandro Siani, con la gente che fa a botte per accaparrarsi un biglietto, mentre per la pellicola con Benedict Cumberbatch si trova tranquillamente posto a metà sala nel centro (è anche vero che ero a Rozzangeles). Bene, anzi benissimo per il cinema italiano per carità, ma curioso che in pochi abbiano rivolto l’attenzione ad un film apprezzato da pubblico e critica. Un amico mi dice: “ho sentito parlare di questo tizio, Google qualche tempo fa gli ha dedicato il doodle. E’ un matematico esperto in enigmi e cruciverba” (io al massimo arrivo ad esclamare una cosa tipo “uuuuu hai visto che carina oggi la scritta di Google” e poi non clicco sopra).

Ho rinunciato già da qualche tempo all’idea di portare a termine un Bartezzaghi (è già tanto se riesco a completare le parole con due lettere). Non sono inoltre un fanatico di History Channel, dopo un po’ mi ritrovo svenuto sul divano con la bolla al naso, modello “discorso di Natale del Presidente della Repubblica”. Eppure mi sono sentito uno stupido a non avere idea dell’esistenza di una storia incredibile come quella raccontata in The Imitation Game, meno male c’è il cinema.

The Imitation Game recensione

Alan Turing (Benedict Cumberbatch prossimo a posare per il museo delle cere di Madame Tussauds) è un brillante matematico inglese, il classico genio sregolatezza scacciafiga da cui è lecito aspettarsi prima o poi: A) una strage di innocenti B) la costruzione di una macchina per conquistare il mondo. Invece no, perché durante la Seconda Guerra Mondiale “A Beautiful Mind” ci ha salvato le chiappe. Negli anni 50’ Turing viene arrestato per atti osceni e, durante l’interrogatorio, inizia a raccontare all’agente la sua storia, flashback dopo flashback. Dopo che l’Inghilterra entrò in guerra con la Germania, Alan Turing venne scelto dal governo per prendere parte ad un gruppo di cervelloni, tra cui un campione di scacchi ed un’esperta di enigmistica interpretata da Keira Knightley. L’obiettivo era decriptare il codice Enigma, ideato dai Nazisti per comunicare segretamente le loro operazioni di guerra.

The Imitation Game recensione

E’ Morten Tyldum, regista norvegese, a portare al cinema una storia tenuta nascosta per anni dai Servizi Segreti, proprio come successe per Argo di Ben Affleck. Cumberbatch è immenso, come al solito, nel vestire i panni di un uomo a cui la storia deve molto, non solo perché la sua stravagante e maniacale genialità ha permesso agli alleati di sconfiggere Hitler, ma anche perché è considerato un padre dell’informatica oltre che inventore del primo arcaico computer.

Alan Turing è morto suicida a 41 anni, reo di essere diverso in un mondo che non tollerava la diversità. Sembra assurdo pensare che appena 70 anni fa, città come Londra e Parigi venivano bombardate e le persone morivano sotto il fuoco nemico al fronte, sembra passato un millennio. The Imitation Game fa un lavoro meraviglioso nel raccontare quanto le cose siano cambiate o non lo siano, in bene e in male, e non si parla solamente di guerra ma anche di usi e costumi. Oggi i Servizi Segreti, l’MI6 e le cospirazioni sono sulla bocca di tutti, ma l’idea che abbiamo è piuttosto confusa ed è trattata in genere in quei discorsi qualunquisti da bar tra un “quant’ha fatto a’Roma?” ed un “i politici sono tutti uguali”. L’esistenza di Alan Turing è una delle tante prove storiche che la guerra non è quella combattuta con le armi, ma è un gioco dell’imitazione, un gioco di scacchi in cui qualcuno muove le pedine, le sfrutta e poi quando non servono più le butta nel cesso e tira l’acqua senza lasciare traccia (La Regina ha concesso la grazia postuma nel 2013 a Turing…ESTICAZZI). Insomma, c’è sempre qualcuno nascosto dietro, ed è bene ricordarselo prima di raccogliere qualcosa, perché sappiamo che ultimamente ciò che arriva entra sempre da lì.

The Imitation Game  recensione

The Imitation Game non è solo una storia di guerra e spie, ma anche un dramma vissuto intensamente nella psicologia di Turing, un uomo con un difficile rapporto sia con le persone in generale che con se stesso. Inoltre è una storia d’amore, un amore puro che non ha sesso, non ha tempo e non ha luogo (in tutti i laghi, in tutti i luoghi in tutto il mondo ecc..). The Imitation Game è una pellicola completa che tutti dovremmo vedere per godere del perfetto ritratto di un uomo tanto affascinante quanto inquietante, con una rilevanza storica incredibile. Consigliato anche a tutti quelli come me che credono in Ace Ventura come unico vero investigatore e conoscono le basi della crittografia grazie all’alfabeto farfallino. Thefe Ifimifitafatifiofon Gafamefe

The Imitation Game recensione

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

L’amore ha fatto perdere la guerra alla Germania

-Uomo o macchina, i metodi per scoprirlo arrivano da Blade Runner

-Qualcuno produce mai delle pellicole in cui si scopre come hanno fatto i cattivi a fare qualcosa?

-Se dovessi mantenere un segreto così farei la fine di Peter Griffin “non vedo l’ora di dirlo a qualcuno”

-Il tentativo non è mai la via più breve

-Anche un orologio fermo segna l’ora esatta due volte al giorno

The Imitation Game posterTitolo: The Imitation Game UK, USA 2014

Regia: Morten Tyldum

Sceneggiatura: Andrew Hodges, Graham Moore

Interpreti: Benedict Cumberbatch, Keira Knightely, Matthew Goode, Allen Leech, Rory Kinnear, Charles Dance, Mark Strong

Distribuzione: Videa CDE

Durata: 1h 54’

Sito: http://theimitationgame.libero.it/

Facebook: https://www.facebook.com/pages/The-Imitation-Game/742612165777177?fref=ts

Twitter: https://twitter.com/Videaspa

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=i0JY79_Kiww

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