Kong: Skull Island

VOTO: 7,5/10

GIUDIZIO: King Kong è il protagonista de “Una Giornata di Merda”

Lo so che vi state chiedendo “sentivamo davvero il bisogno di un nuovo film su King Kong?”.

Tralasciando tutti gli 80 anni cinematografici dello scimmione, compresa la versione del 1976 con Jeff Bridges e Jessica Lange, bisogna dire che il film del 2005 di Peter Jackson, per quanto non un capolavoro, porta ancora bene gli anni che ha. Ma ad Hollywood, specialmente quest’anno, è chiaro come reboot e remake stiano prevalendo sulle storie originali (tanto per citarne uno Spiderman), quindi non bisogna stupirsi più di tanto.

Facendo tutte le considerazioni del caso, dopo aver visto Kong: Skull Island, ho reagito con un sonoro “pensavo molto peggio”, anzi alla fine mi sono anche divertito.

Kong Skull Island recensione

1974, gli americani scoprono un’isola inesplorata nel sud pacifico, rimasta nascosta dalla nuvola di Fantozzi fino ad allora. Tra l’altro l’isola è a forma di teschio, quindi le possibilità sono due: o è l’Isola Che Non C’è, oppure quella di Philipp Plein. Un gruppo eterogeneo di scienziati, soldati ed esploratori si avventura così nelle profondità di un luogo tanto pericoloso quanto affascinante. Al di là di ogni loro aspettativa, la squadra procede inconsapevole di entrare nel dominio del potente Kong, innescando la battaglia finale tra uomo e natura. Nel momento in cui la loro missione di scoperta diventa una lotta per la sopravvivenza, dovranno combattere per sfuggire da un Paradiso primordiale dove gli uomini non sono contemplati.

Kong Skull Island recensione

Dove il regista Jordan Vogt-Roberts non poteva proprio sbagliare era la qualità delle immagini e della computer grafica, ed in effetti Kong: Skull Island è visivamente impressionante, a partire dal gigantesco gorilla alto 30 metri e mezzo, con ben 19 milioni di peli che si amalgamano alla perfezione con elementi come l’acqua ed il fuoco. Il nuovo King Kong strizza l’occhio a quello del 1933 e si staglia imponente sulle splendide location utilizzate per ricreare l’isola, dalle Hawaii fino all’Australia, passando per il Vietnam. Interessante anche la fotografia molto calda, quasi rossa, che insieme alle musiche “seventies” e ai soldati della guerra in Vietnam, fa molto Apocalypse Now, con la differenza che Charlie questa volta è rappresentato da mostri brutti e cattivi.

Kong Skull Island recensione

Già, i mostri. Più la tecnologia fa progressi al cinema, più i mostri in una pellicola di questo genere rappresentano la possibilità di alzare il livello dell’asticella: tanti mostri = più effetto wow. Il rischio invece a mio avviso è sempre quello di rendere tutto meno affascinante, dopotutto da sempre il VedoNonVedo è più eccitante del nudo integrale. Per fortuna Kong: Skull Island ci risparmia di troppi combattimenti interminabili tra lucertoloni e bestiacce di ogni genere.

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E’ anche vero che non stiamo parlando di un film che deve concorrere agli Oscar per la migliore sceneggiatura, ma conta l’intrattenimento, ed ecco che allora compare un cast da Blockbuster come non si vedeva da un po’ di tempo. La parte del figone impavido va al probabile futuro 007 Tom Hiddleston (il Loki fratello di Thor), poi c’è John Goodman (Monsters & Co, Il Grande Lebowski) nei panni del visionario che da anni sostiene l’esistenza dei mostri. Lo scettro del più simpatico è stato affidato a John C. Reilly (Chicago, Ralph Spaccatutto), insieme a lui scienziati e soldati della spedizione tra cui compaiono nomi come: Corey Hawkins (24: Legacy), John Ortiz (Il Lato Positivo, American Gangster), Toby Kebbel (Apes Revolution, Warcraft: L’Inizio) Shea Whigham (Il Lato Positivo, The Wolf of Wall Street) e Thomas Mann (Project X, Quel Fantastico Peggior Anno Della Mia Vita).

Kong Skull Island recensione

Scompare invece il personaggio classico dell’attrice bionda platino in abito lungo che fa breccia nel cuore di Kong, a favore dell’unico personaggio credibile in quel periodo su un’isola selvaggia: una fotoreporter hippie pacifista con il volto della Brie Larson di Room (se il film fosse ambientato oggi si parlerebbe di una nazivegana animalista).

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E poi, dulcis in fundo lui, Samuel L Jackson. Non sai chi sia? Per dirla con le parole dell’orsetto zozzone Ted: “basta guardare un film qualunque, lui è quello nero”. Da quando ha pronunciato quelle famose parole “Ezechiele 25-17”, Samuel passa la vita a fare monologhi, parla da solo, spesso a cazzo come in Kong: Skull Island, però forse tutta questa forzatura rappresenta proprio il bello del suo personaggio, così bizzarro da essere divertente nei panni di un militare ossessionato dalla guerra, dalle missioni e dalla cattura di Kong.

Kong Skull Island recensione

Kong: Skull Island dal punto di vista dell’intrattenimento/pop-corn movie è perfettamente riuscito, è divertente ed imponente sul piano visivo. Forse non riuscito bene quanto il Godzilla di Gareth Edwards (Rogue One), capace di aumentare la tensione tenendo a lungo nascosti i bestioni, ma in fondo è questione di gusti. Godzilla non è citato a caso, perché Kong: Skull Island appartiene allo medesimo universo, e rappresenta il tassello di un progetto più grosso, in tutti i sensi: far incontrare King Kong e Godzilla in un solo film. Quindi è sempre bene pensare quadrimensionalmente come direbbe Doc, cosa che non hanno fatto purtroppo quelli di Batman V Superman, ma questa è un’altra storia.

ps. scena post credit.

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COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER)

-Non giudicare un uomo dal luogo in cui beve, ma quanto regge l’alcol.

-Se tre fonti dicono la stessa identica cosa vuol dire che mentono.

-Tom Hiddleston con la spada è come Ian Ziering con la motosega in Sharknado

-Fammi capire: mostri, gente che muore, fango, una bionda che sta per schiattare e a te viene in mente di recuperare la macchina fotografica?!

Kong Skull IslandTitolo: Kong Skull Island, USA 2017

Regia: Jordan Vogt-Roberts

Sceneggiatura: Dan Gilroy, Max Borenstein, Derek Connolly, John Gatins

Interpreti: Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, Brie Larson, John C. Reilly, John Goodman, Corey Hawkins, John Ortiz, Tian Jing, Toby Kebbell, Shea Whiggam, Thomas Mann

Distribuzione: Warner Bros

Durata: 1h 58′

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