Mad Max Fury Road

VOTO: 9/10

GIUDIZIO: Eh niente, eravamo in mezzo al deserto…bordello, ci sta

Sapete com’è morto Kenshiro? E’ successo al suo compleanno. Quando è arrivata la torta ha portato il dito alla guancia e facendo una leggera espressione ha esclamato “mmm buona la torta”. Capiranno questa pessima battuta solo i fan del cartone animato, ma è più forte di me, quando vedo una pellicola ambientata in un’era post atomica penso sempre alle 7 Stelle di Hokuto. Deserti, siccità, desolazione, brigantaggio, violenza, grasso di motore, mancanza di risorse e sopravvivenza sono gli elementi tipici di mondi cinematografici distrutti dalla stupidità dell’uomo. La benzina diventa una moneta di scambio e la scarsità del petrolio genera violenti scontri. Le stesse identiche scene che si possono vedere a Milano quando scioperano i benzinai. In molti ricordano pellicole come Resident Evil, The Road o Terminator, e ancora videogames o video musicali. Tutto questo proviene da una sola fonte, l’immaginario geniale di George Miller. Il regista ha aspettato oltre 30 anni per riportare al cinema un nuovo episodio, e all’età di 70 anni, per la quarta volta, riporta in vita il suo Mad Max in Fury Road. Dopo quasi due ore senza fiato bisogna solo gioire del fatto che quel fottuto genio di Miller abbia potuto tirare fuori tutto quello che si era tenuto dentro. Chi l’avrebbe detto (io un po’ si) dopo Babe Va in Città (si proprio il maialino coraggioso) ed Happy Feet 1 e 2 (si proprio i pinguini canterini).

Mad Max Fury Road recensione

Dove un tempo c’erano gli occhi azzurri di un giovane Mel Gibson, oggi ci sono altri occhi azzurri, ma più folli: quelli di Tom Hardy alias Max Rockatansky, Guerriero della Strada solitario, perseguitato da un passato turbolento che gli ha strappato via ogni affetto. Preso prigioniero dai Figli della Guerra per l’importanza del suo sangue (donatore universale), Max riesce a fuggire e capisce che l’unica via per la sopravvivenza è unirsi a Furiosa (Charlize Theron), l’imperatrice pentita che tenta di mettere in salvo le 5 mogli e riproduttrici del feroce imperatore. Naturalmente l’imperatore Immortan Joe (che ci ricorda tanto Adam Levine per la sua collezione privata di Angeli di Victoria’s Secret), scatena addosso ai fuggitivi tutto il suo esercito di folli.

Mad Max Fury Road

George Miller firma un capolavoro per il quale è difficile frenare l’entusiasmo. Mad Max Fury Road è appunto folle e furioso, a partire dai primi minuti in cui viene suggerito il poco che serve ad entrare nel luna park del regista e poi via, in discesa su un ottovolante rock ‘n’ roll che viaggia ad un ritmo altissimo fino alla fine. Tutto è perfetto e ben equilibrato, anzi squilibrato, basta vedere i personaggi. I costumi ed i motori ruggenti rappresentano il sogno creativo di qualunque pubblicitario, art director e designer a cui viene data carta bianca in fase di sviluppo. Nell’universo eccentrico di Miller il trash è di casa e non stona, anzi arricchisce il violento e colorito mix di una civiltà senza regole e contrasta con lo splendore dei paesaggi desertici di Namibia e Australia.

Mad Max Fury Road recensione

Tom Hardy è perfetto per il ruolo, con quella faccia da culo un po’ maledetta e un po’ pazza. Lo stesso vale per “Mad” Furiosa Charilize, Nicholas Hoult (X-Men Giorni di Un Futuro Passato) e Hugh Keays-Byrne che torna nella saga di Mad Max (fu già Toecutter in Interceptor) per rappresentare Immortan Joe (questo si che è un cattivo, parlo a te Ultron). E poi… quant’è bella Megan Gella, Quant’è bella Megan Gella…Megan Gale sembrava aver raggiunto il suo apice, e che apice con le pubblicità della Omnitel, e invece mi ritorna prepotentemente ad Hollywood (era anche in The Water Diviner con Russell Crowe)

Mad Max Fury Road recensione

Insomma Mad Max Fury Road è “un’esperienza da fare”, un concentrato di qualità nella scrittura e nella tecnica. Non c’è nulla fuori posto e nonostante il contesto, c’è spazio anche per una lacrimuccia. 

Il cinema è cosi, ti stupisce. Quando sembra che un genere non abbia più nulla di nuovo da raccontare, arriva qualcuno pronto a riscriverne le regole. Oops he did it again! direbbe Britney. George Miller ha ricreato un precedente e si è reiventato l’estetica del post-apocalittico assicurandosi per il futuro una schiera di cineasti che andranno ad attingere da Mad Max Fury Road. Maestro!

Mad Max Fury Road recensione

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-V8 è il Dio dei motori

-Immortan Joe tiene alla famiglia come Dominic Toretto

-I proiettili sono detti antisemi, se piantati tolgono la vita

-Se non si può aggiustare quello che si è rotto, si diventa pazzi

-Sono tutti vegani

-One man, One bullit…c’è crisi

-Certo che un colpetto a Furiosa poteva darglielo

Mad Max Fury Road recensioneTitolo: Mad Max Fury Road USA, Australia 2015

Regia: George Miller

Sceneggiatura: George Miller, Brendan McCarthy, Nick Lathouris

Interpreti: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Zoe Kravitz, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley

Distribuzione: Warner Bros

Durata: 2h 00′

Sito: http://www.madmaxmovie.com/

Facebook: https://www.facebook.com/MadMaxIT

Twitter: https://twitter.com/MadMaxMovie

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