Nebraska

VOTO: Poetico 

Faccio fatica a capire i registi che dirigono un film in bianco e nero nel 2014, mi sembrano quelli che ti spiegano che, rispetto all’Iphone o al Galaxy, loro preferisco i cellulari di una volta, solo telefonare e mandare messaggi. Tradotto significa che non hanno mai avuto un apparecchio di terza generazione perché sono terrorizzati dalla possibilità di non essere in grado d’usarlo. E allora datemi colori ed effetti speciali a più non posso sullo schermo! Ci sono però dei rari casi in cui l’assenza di colore non limita una pellicola ma la arricchisce, amalgamandosi perfettamente con i sentimenti espressi. E’ il caso di Nebraska.

Nebraska Recensione

Woody – Bruce Dern, David – Will Forte

Woody (Bruce Dern – Monster, Django Unchained) è un signore anziano del Montana con una vita sedentaria, divisa tra la moglie Kate (June Squibb – A proposito di Schmidt) e l’alcol. Un giorno, dopo aver ricevuto un biglietto che per qualunque altra persona sarebbe stato considerato una truffa e cestinato, Woody decide di partire a piedi verso Lincoln in Nebraska, convinto di dover ritirare la vincita alla lotteria di un milione di dollari. Niente riesce a fermarlo, né la polizia, né la persuasione della moglie e dei due figli. Alla fine, il figlio più piccolo David (Will Forte – Indovina Perché Ti Odio) decide di accompagnarlo per assecondare i capricci del padre ed evitare che si cacci nei guai. Il viaggio, a cui si aggiungerà poi tutta la famiglia, si trasformerà in un’occasione per conoscere il passato di Woody, tra soste ed intermezzi che porteranno alla luce le vecchie amicizie, i nemici di un tempo, gli amori mai dimenticati ed i parenti che chiedono il conto.

Nebraska recensione

David – Will Forte, Woody – Bruce Dern, Kate – June Squibb, Ross – Bob Odenkirk

Prima di dare un giudizio, bisogna capire bene quale tipo di pellicola abbiamo davanti. Proprio come esistono le canzoni considerate “da Sanremo”, esistono anche i film “da Academy”, ovvero quelli che piacciono molto alle giurie dei festival o alla giuria degli Oscar. Nebraska è un titolo che nella maggior parte dei casi non viene selezionato dalle multisale come richiamo per il pubblico di massa. Ad esempio, a Milano viene proiettato solo in un paio di posti, di cui uno è lo Spazio Anteo, più che un cinema un luogo di culto cinematografico per signori o radical chic. Al posto del bar con pop corn e coca cola, c’è un’osteria wine bar. Se mangi in sala “sei fuori”, se guardi il cellulare “sei fuori”, se ridi troppo “sei fuori”, se non ridi mai “sei fuori”. Il pubblico medio è composto da studenti di cinema e signori di mezza età. Con questo non significa che Nebraska non possa essere un film che piaccia ai giovani, anzi. Tra i presenti si manifestavano diversi approcci alla visione: chi rideva istericamente, chi commentava, chi russava, insomma un po’ di tutto. Diretto da Alexander Payne, autore e scrittore indipendente, Nebraska è una pellicola estremamente delicata nei toni. Le musiche di una colonna sonora timida, i paesaggi desolati e pianeggianti, le trasandate abitazioni di campagna in legno (modello fattoria Kent a Smallville), le famiglie con una vita mediocre e noiosa, seppur ognuna con la sua storia. Sono tutti elementi che in qualunque altro film sarebbero etichettati come “lentezza”, mentre in Nebraska trasmettono tranquillità ed intensità.

Nebraska recensione

Woody – Bruce Dern

Bruce Dern è fenomenale, la sua interpretazione del vecchio rimbambito e scorbutico è un misto tra comicità e tenerezza, capace di divertire e commuovere allo stesso tempo. Potrebbe sembrare un lungometraggio malinconico, invece è capace di spiazzarti con battute sfrontate e divertenti che, spesso, escono fuori da una Kate Grant (la moglie di Woody) ancora a suo agio con la sessualità. David (Forte, anche lui in splendida forma quanto a recitazione) è lo stereotipo del figlio con una vita noiosa, ma condotta con umiltà. Sarà costretto a vivere situazioni imbarazzanti. come trovarsi in una casa di “parenti serpenti” anziani e lobotomizzati dalla televisione, seduto su uno di quei divani mollicci in cui sprofondi senza possibilità di movimento. David però sa bene che quell’esperienza non arricchirà solamente suo padre.

Nebraska recensione

David – Will Forte

Nebraska è un film onesto nei sentimenti, capace di replicare alcune situazioni in cui chiunque si potrebbe immedesimare. Guardare per un paio d’ore un anziano, con la mente e i desideri ormai semplici di un bambino e la durezza degli anni passati sulla pelle, non può altro che far riaffiorare in molti il ricordo del nonno, ma per tutti gli altri, quello sarà semplicemente “papà”. Forse non sarà abbastanza “muto” per gli Oscar, ma spero porti a casa qualche statuetta. Che poi io il Nebraska, non so neanche dove sia. Credo un posto laggiù da qualche parte. Non serve saperlo per viaggiare con Woody.

 

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Se non fosse vero, uno non lo direbbe

-Ormai vedo Breaking Bad Ovunque. Better Call SauL

-Vincere soldi è un merito

Nebraska recensioneTitolo: Nebraska USA, 2013

Regia: Alexander Payne

Sceneggiatura: Bob Nelson

Interpreti: Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 1h 55′

Sito: http://www.nebraskailfilm.it/

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Nebraska/483008625107471?fref=ts&rf=448968235159679

Twitter: #Nebraska

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Wo4CRHJqRPw

Leave a Reaction

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *