Noah

VOTO: Noah ha preso lezioni da Chuck Norris

Ci sono diversi motivi per cui Noah è un film di grande richiamo: forse perché è LA storia dell’umanità? (dimenticatevi Cosmos. Questa è la versione “biblicamente autorevole”), forse per gli effetti speciali o forse per la presenza di un Noè che negli anni è stato gladiatore, genio, Robin Hood e papà di Superman?
Niente di tutto questo. Dopo lo stalking su Twitter al profilo del Papa e dopo la comparsata a San Pietro (senza invito) nel tentativo di spararsi un mega selfie con sua santità, bisogna onorare lo sbattimento fatto da Russel Crowe e Darren Aronofsky per promuovere il film.
A parte che Italia riusciamo a tradurre Her in Lei, ma di chiamare la pellicola Noè non se ne parla. Detto questo l’impressione è che Noah abbia bisogno di molto più che un appunto sul nome per essere convincente.

Noah recensione

Naameh – Jennifer Connelly, Noah – Russel Crowe

Noah è la storia di Noè, e fin qui non ci piove (ahahahahahahah). Sembra scontato, ma in sala, qualche istante dopo l’inizio si sentivano commenti tipo: “Aaaaaa ma è la storia di Noè”. Un minuto di silenzio per poi fare una scoperta che mi ha catapultato nella beata ignoranza. Caino e Abele avevano anche un altro fratello, Set, di cui Noè, una specie di protovegano nomade (di cosa si nutrissero poi..bo), è l’ultimo discendente rimasto sulla terra. Non è il solo, perché nel frattempo i discendenti di Caino si sono riprodotti come conigli e hanno popolato la terra tra corruzione, barbarie e violenza. Una notte, probabilmente sorpreso dagli scherzi della fame oppure fatto di qualche droga pesante, Noè vede il Creatore che gli “suggerisce” nel sonno la fine dell’umanità con un grande diluvio. Ecco, io di sogni in cui si vedono immagini confuse e assurde ne faccio praticamente una notte si ed una no, come abbia fatto poi Noè a capire che doveva costruire proprio un arca per accogliere una coppia di ogni essere vivente, non si sa. Fatto sta che insieme ai figli, alla moglie e a creature magiche millenarie che sembrano uscite da La Storia Infinita (anche graficamente), si mette a costruire la famosa arca per poi dover difendere la sua famiglia e il baraccone di legno dall’assalto degli uomini (brutti e cattivi).

Noah recensione

Noah – Russel Crowe

Dietro la macchina da presa si trova Darren Aronofsky, regista di The Wrestler ma soprattutto de Il Cigno Nero, film che ha portato l’Oscar a Natalie Porman come migliore attrice protagonista e ha creato una rosicona in più nel mondo, per l’esattezza sto parlando della controfigura di Natalie, meritevole quanto l’attrice del premio. Tornando a Noah, dopo aver visto 2 ore e 20, di film, francamente troppo lunghe, la sensazione è quella che una delle più grandi storie che possediamo, se non la più grande, sia stata un po’ sprecata. Non sto dicendo che Noah sia un brutto film, anzi, scorre abbastanza bene tra il fascino della nascita dell’umanità, racconto che qualunque bambino impara a scuola in tenera età, e un Russel Crowe che si conferma l’attore impeccabile che tutti conoscono. Ciò che a mio parere ha appesantito notevolmente il film, è questa mania tutta U.S.A di voler romanzare in maniera eccessiva le vicende. Passino i combattimenti modello battaglia di Minas Tirith per difendere l’arca dai discendenti di Caino, si perché Noè, otre ad avere il pollice verde di Luca Sardella, è anche un po’ Aragorn de Il Signore degli Anelli, ma quello che stona è un momento “bene vs male” oppure “resa dei conti” oppure “buono vs nemesi” che si sono inventati (penso) nel dopo alluvione.

Noah recensione

Tubal Caino – Ray Winstone

Discutibili sono anche gli effetti speciali usati da Aronofsky, ha puntato poco sulla spettacolarità, che è un modo carino per dire che alcune sequenze le poteva girare così anche mia nonna. Inoltre, uno degli elementi più affascinanti dell’arca di Noè sono gli animali, ma in Noa vengono malcagati con un po’ di CGI. Ang Lee ha fatto meglio con una barca più piccola e molti meno animali (Vita di Pi). Il cast, composto da grandi nomi, funziona. Russel, grazie anche all’assenza della voce di Luca Ward, riesce a non ricordare troppo il solito Massimo Decimo Meridio, Anthony Hopkins è l’anziano Matusalemme (ricorda il ruolo che aveva in Alexander), Ray Winstone è il cattivo Tubal discendente di Caino, Emma “Hermione” Watson è la figlia adottiva per bene, Logan “Percy” Lerman è il figlio di Noè in pieno disturbo da polluzioni notturne, Jennifer Connelly è la signora Noè ed infine Douglas Booth è il figlio con la faccia da babbo, Sam (da ricordare nel ruolo di Romeo nel Romeo And Juliet di Carlo Carlei, talmente convincente che non è mai stato distribuito da noi).

Noah recensione

Matusalemme – Anthony Hopkins, Japheth – Leo McHugh Carrol

Ci sarebbero molte riflessioni retoriche su Dio, ma lungi da me…per tirare le conclusioni, Noah è godibile ma poteva essere qualcosa di meglio ed una stagliuzzata in fase di montaggio non sarebbe guastata. Per le prossime trasposizioni, consiglio  di affrontare uno dei misteri più grandi dell’universo: perché mai il Creatore abbia salvato una coppia di zanzare.

Noah

Japhet – Leo McHugh Carrol, Naameh – Jennifer Connelly, Shem – Douglas Booth, Ila – Emma Watson

 

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Tutti gli animali che non esistono oggi, se li è mangiati Tubal

-Sbaglio o è il primo caso di discriminazione? Uomini Set SI, Uomini Caino NO

-Hai bisogno di riprendere le forze? Dai una sgagnata ad una lucertola viva

Titolo: Noah USA 2014

Regia: Darren Aronofsky

Sceneggiatura: Darren Aronofsky, Ari Handel

Interpreti: Russel Crowe, Jennifer Connelly, Anthony Hopkins, Emma Watson, Ray Winstone, Logan Lerman, Douglas Booth, Nick Nolte

Distribuzione: Paramount Pictures International

Durata: 2h 18′

Sito: http://www.noah-ilfilm.it/

Facebook: https://www.facebook.com/noahilfilm

Twitter: https://twitter.com/NoahIlFilm

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=vD3Vj1ZX6Rk

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