Power Rangers

VOTO: Adulti 6/10 Teenager-Bambini 8/10

GIUDIZIO: Rosa è TOOOOOP

E’ tornato il Nokia 3310, sono tornate le Nike Silver e non potevano mancare all’appello i supereroi televisivi più amati degli anni ’90: i Power Rangers. Se continuiamo di questo passo c’è il rischio che domani mattina ci svegliamo e abbiamo il compito di matematica.

Confesso che quando ho saputo del ritorno dei Rangers ero parecchio emozionato perché, come tanta gente, ci sono cresciuto. A Pasqua le femmine avevano l’uovo di Sailor Moon, ed era categorico che i maschietti dovessero avere quello dei 5 eroi colorati. Poi però ho visto il trailer di questo ritorno cinematografico (sono passati 22 anni dal primo film, che conservo gelosamente in vhs) e ho capito due cose: 1) sono vecchio 2) questo gradito tuffo nel passato non è dedicato ahimè ai trentenni nostalgici, ma al pubblico dei più giovani.

Power Rangers

Per quelli che hanno vissuto fuori dal mondo:

Quando scoprono che la cittadina di Angel Grove e tutto il mondo e tutto l’universo ecc ecc…sono sul punto di essere distrutti da una temibile minaccia aliena, cinque normalissimi teenager, prescelti dal destino, dovranno unire le proprie forze per trasformarsi in 5 eroi: i Power Rangers.

Power Rangers recensione

Siamo onesti, sulla carta non era un’impresa facile riportare alla luce 5 persone che combattevano con le tutine di spandex colorate, ma faceva probabilmente ben sperare il fatto che colossi come la Marvel avessero reso credibile uno come Thor (dimenticate per un attimo Chris Hemsworth…rimane pur sempre uno che va in giro vestito da imbecille con il mantello rosso, i capelli lunghi biondi ed un martello).

Ed in effetti questi nuovi Power Rangers sono molto cool, con una nuova armatura e degli Zords nuovi di pacca (i caratteristici dinosauri meccanici che pilotano).

Dean Israelite, regista sudafricano agli esordi, si prende parecchio tempo per presentare i personaggi, forse un po’ troppo arrivando a superare le due ore complessive, però l’introduzione è costruita molto bene, con toni cupi e decisamente più adulti rispetto a quella che poi sarà la vera essenza del film.

Power Rangers recensione

Bisogna ammettere che il destino ha avuto davvero una parte fondamentale nella storia dei Power Rangers, perché come sia possibile che 5 ragazzi fighi, problematici, multietnici e con abitudini singolari si siano ritrovati insieme in un buco di culo nell’universo come la cittadina dove vivono, è un mistero. Sembra la cittadina dove capita Rambo in First Blood. E a dirla tutta questa cosa della multietnicità mi ha sempre messo in difficoltà, perché se da una parte i Power Rangers sono stati all’avanguardia tanto che Benetton proprio levati, dall’altra mi chiedo: non avrebbe avuto più senso che l’afroamericano fosse stato il Black e l’asiatico il Yellow? Invece mi confondono perché l’afroamericano è il Blue, l’asiatico il Black, la latina il Yellow e i due fighi americani Pink and Red. Ho già mal di testa. Dopo questo commento che verrà esposto alla prossima fiera del luogo comune, passiamo agli interpreti, tutti sconosciuti o quasi, tutti molto giovani e tutti capaci. Unici volti noti, il caro buon vecchio Bryan Cranston di Breaking Bad nella parte di Zordon ed Elizabeth Banks (Hunger Games, Zack & Miri) che interpreta la maligna Rita Repulsa.

Power Rangers recensione

La prima ora del film fila abbastanza liscia tra superpoteri, liceo, facciamo squadra, colonna sonora dark simile a quella di Stranger Things (sarà un caso ma l’attore che interpreta Red sarà nella seconda stagione di ST su Netflix). Il tutto contornato da riflessioni sul trovare uno scopo più grande nella vita, servito sul piatto d’argento da una di quelle storie modello “tutti posso avere una seconda occasione”.

Power Rangers recensione

Insomma, tutto bene finché non diventano i Power Rangers, poi c’era poco da fare, le strade erano due: snaturarli e renderli credibili oltre che appetibili per un pubblico più adulto, oppure rimanere fedeli alla tradizione e svaccare in una grande pagliacciata di carnevale con ricchi premi e cotillon.

Purtroppo per gli over 18, i nuovi Power Rangers sono fedeli alla tradizione con tanto di sigla ed inquadrature originali, mostri giganti e camei dei vecchi Power Rangers.

Complessivamente comunque non è male, considerando che l’ultima volta che abbiamo sentito parlare degli eroi in tutina era perché il vecchio interprete di Red aveva ammazzato un tipo con una katana. Da una parte peccato, perché la mia personale speranza era quella che copiassero un po’ di più da Marvel e Transformers per tirare via la ruggine e creare un nuovo franchising di successo, invece Power Rangers è un film che difficilmente gli adulti andranno a vedere ed i vecchi fan torneranno a casa solo con la sensazione di deja-vu. Rimane una pellicola ottima per bambini e teenager che probabilmente si divertiranno, e poi mi dicono che il merchandising dei Power Rangers va ancora molto forte, quindi spazio alle nuove generazioni! Io ritiro fuori il VHS.

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Dopo un minuto di film leggo ERA CENOZOICA, e mi viene fame!

-Non fare battute ai ragazzi nello spettro dell’autismo, non capiscono l’ironia

-Se peschi un cadavere ributtalo a mare

-Una volta credo anch’io di aver mandato un essere nello spazio con una racchettata, era una vespa

Titolo: Power Rangers, USA 2017

Regia: Dean Israelite

Sceneggiatura: John Gatinis

Interpreti: Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G., Ludi Lin, Bryan Cranston, Elizabeth Banks

Distribuzione: Leone Group

Durata: 2h 04′

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