Selma – La Strada per la Libertà

VOTO: 8/10

GIUDIZIO: Prenderne tante, ma tante

Ogni tanto penso a quanto sarebbe stato bello vivere negli anni ’60. In quel periodo c’era La Dolce Vita, i Beatles, i mods e al cinema usciva Psycho. Avrei tentato sicuramente di vivere come Ascanio, quando cantava “Champagne” insieme a Peppino Di Capri in “A Spasso Nel Tempo”. “Quanto erano forti gli anni ‘60” esclamava Christian De Sica, ma la musica cambiava se in quel periodo ti ritrovavi ad essere una persona considerata “diversa” come un afroamericano negli USA. Selma – La Strada per la Libertà rivive il periodo in cui Martin Luther King si batteva per il suo popolo, e la cosa più assurda è che sono passati solo 50 anni.

Selma recensione

1965, Martin Luther King si trova in Alabama, in un periodo in cui probabilmente rischiava di incrociare Forrest Gump all’Università. La cittadina di Selma, nel profondo sud, sembra essere il luogo ideale per iniziare una grande manifestazione pacifica contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell’esercitare il proprio diritto di voto. Martin guiderà la storia attraverso l’eliminazione delle barriere raziali.

Selma recensione

E’ l’afroamericana Ava DuVernay a portare al cinema uno degli uomini più importanti del ‘900, e per farlo sceglie il volto di David Oyelowo, già protagonista nel suo Middle Of Nowhere. Il biopic della DuVernay affronta in modo quasi didascalico, scandito dagli appunti ufficiali dell’FBI, tutte le vicende che ruotano intorno ad una delle manifestazioni più sentite e sofferte di sempre, quella che partì proprio da Selma. Il predicatore King, interpretato magistralmente da Oyelowo, vive il peso di guidare un popolo contro la schiacciante ignoranza di molti americani di quegli anni. Violenza, morti e disparità raziale sono “solo” una piccola parte delle umiliazioni che il popolo afroamericano ha vissuto in quel periodo, e Luther King rappresenta la guida pacifica che è riuscita dove la violenza di Malcom X ha fallito. Violenza che in Selma è rappresentata in modo duro e toccante, con immagini forti che riescono, più delle altre sequenze, a colpire lo spettatore con la loro efferatezza. Un ponte, quello di Edmund Pettus a Selma, è diventato tristemente famoso durante quella manifestazione perché milioni di persone hanno assistito in televisione alla durezza con cui la polizia (guidata da uno sceriffo con lo stesso temperamento di quello di Rambo) ha scaricato le manganellate sui manifestanti. Lo spettatore, per osmosi, è insieme alla folla per attraversare quel ponte maledetto. Il significato simbolico è estremamente forte: vittoria, rompere le barriere, risvegliare la coscienza degli esseri umani, uguaglianza.

Selma recensione

In qualche modo Martin Luther King è un precursore nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione, perché riesce ad utilizzarla a suo favore smuovendo l’opinione pubblica grazie a giornali, radio e tv. (Piccola riflessione: purtroppo i terroristi oggi giorno stanno facendo la stessa cosa, ma in modo diverso e terribile, usano la comunicazione e le immagini come minacce…e noi volpi, le mandiamo su tutti i social network e sulle tv). In Selma non vediamo solamente la forza con cui King guida il suo popolo, ma è raccontato anche l’aspetto più umano del predicatore. Diventiamo testimoni dei rapporti che Luther ha con i suoi collaboratori, con il presidente degli Stati Uniti e con la gente. Entriamo anche dentro le mura di casa sua dove, tra un maglioncino agghiacciante ed una tappezzeria urfida, Martin vive come una persona comune ed affronta i problemi di una famiglia normale (minacce a parte) con una moglie e due figli.

Selma recensione

Selma è seducente ed interessante, oltre ad essere una di quelle pellicole il cui tema piace molto all’Academy, ma pecca un po’ di lentezza, specialmente nel primo tempo. Inoltre la sensazione è quella che abbiano voluto ingessare un po’ troppo i dialoghi di Martin (troppo lunghi) pur di riuscire a mettergli in bocca più citazioni celebri possibili (dubito fortemente che in casa con la moglie parlasse come se stesse leggendo un testo di Shakespeare). E’ recitato molto bene (Oprah Winfrey ha un cameo, non aspettatevi che sia parte attiva), ma mancano un po’ le emozioni forti nate dall’aggregazione di un popolo (annessi anche discorsi celebrativi ed incoraggianti alla Massimo Decimo Meridio), mentre sono ben contrapposte quelle nate dagli scontri. Forse avrebbe aiutato ad aumentare il pathos un po’ più di black soul. Gengive Sanguinanti Murphy (Simpsons) ci ha insegnato che non c’è niente di più triste della musica black soul.

Selma recensione

Selma – La Strada della Libertà è un film che fa riflettere, e va visto poiché porta alla triste conclusione che le cose sono cambiate, ma neanche poi tanto. L’odio chiama odio e non è scomparso, cambia solo le vittime su cui viene scaricato ma c’è, e c’è sempre stato in una razza stupidamente guerrafondaia come l’essere umano. Afroamericani, gay, obesi, gialli, rossi, verdi, Na’vi, ebrei, buddisti, cristiani, arabi ecc…ci ricordano ogni giorno che un solo Martin Luther King, non sarà mai sufficiente.

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Come J Edgar era meglio Di Caprio

-Chiamare qualcuno che ti canti una canzone nel cuore della notte tranquillizza l’animo

-Luther King era un birichino

Selma recensioneTitolo: Selma La Strada per la Libertà (Selma) USA, UK 2014

Regia: Ava DuVernay

Sceneggiatura: Paul Webb

Interpreti: David Oyelowo, Tim Roth, Cuba Gooding Jr, Oprah Winfrey, Giovanni Ribisi, Alessandro Nivola, Martin Sheen, Carmen Eyogo, Tom Wilkinson, Tessa Thompson

Distribuzione: Notorious Pictures

Durata: 2h 07’

Sito: http://www.selmamovie.com/

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Selma-La-strada-per-la-libert%C3%A0/629513373837443?fref=ts

Twitter: https://twitter.com/notoriousitalia

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=EX5Xp9UwUeo

Leave a Reaction

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *