Sole a Catinelle

VOTO: Batti le mani clap clap…ti spezzo le dita

Molto spesso mi sono fermato a parlare di tutti quegli imbecilli/disattenti/chiusi in uno sgabuzzino senza tv che vanno al cinema e ridono a crepapelle con battute viste nel trailer sei milioni di volte e imparate a memoria, ma c’è solo una cosa che mi fa incazzare più di questo: quelli che applaudono. Io capisco che andare al cinema sia un momento di aggregazione, che ci si debba divertire, capisco anche che Checco Zalone sia da richiamo per un campione talmente vario da far invidia all’ISTAT, ma io..quelle mani..ve le taglio. Ovviamente sono capitato di fianco al mittttico che per ogni singola freddura, o presunta tale, batteva i palmi con un forte schiocco modello flamenco. Mi sono assicurato che non fossimo in Spagna e che l’individuo non fosse diversamente abile prima di mostrare disappunto (io sono uno da “guarda dove vai” ad un cieco), ma niente da fare. Forse per farmi capire avrei dovuto parlare in “tronistese”: “Oh, ma cosa APPLAUDISCI!”.

Sole a Catinelle Recensione

Zalone (la gallina dalle uova d’oro) torna al cinema con Sole a Catinelle ed è già un un successo. Ho visto il comico pugliese con qualche giorno di ritardo rispetto all’uscita (giovedi 31 ottobre) e l’aspettativa era alta, soprattutto dopo i commenti di mamma facebook (da trattare come Trip Advisor, eliminare i commenti troppo positivi e troppo negativi). Distribuito in 1121 sale in Italia, passati 3 giorni dal debutto, una media di 6 proiezioni giornaliere nelle multisale e nonostante questo come direbbero gli 883 “un miliardo e due di teste, eravamo tutti li”. Questa volta Checco è alle prese con una bella storia on the road padre e figlio. Zalone, venditore di aspirapolveri nell’era della crisi, rischia il licenziamento e la moglie Daniela (Miriam Dalmazio –  Una Donna per Amico) finisce in cassa integrazione. Nonostante le difficoltà, Checco promette al figlio Nicolò (Robert Dancs) una vacanza da suoooogno (in puro stile The Apprentice) nel caso sulla pagella di fine anno fossero comparsi tutti 10. Quando ciò avverrà, Checco dovrà fare di tutto per non deludere il figlio senza finire in bancarotta.

Sole a Catinelle Recensione

Il regista Gennaro Nunziante e il produttore Pietro Valsecchi hanno per le mani un personaggio che sta al cinema italiano come Fiorello sta alla televisione, l’unico in grado di risollevare il botteghino made in Italy. Gli oltre 18 milioni di euro del primo week end sono la prova che gli italiani hanno ancora voglia di andare al cinema e purtroppo anche la RIprova che sembriamo essere bravi solo con le commedie. Poco importa, è il risultato quello che conta e Checco Zalone riesce per la terza volta ad essere più attrattivo della finale di Champions e dei saldi. Ci riesce perché è bravo. Recita con la naturalezza delle performance teatrali di Zelig , canta e suona mantenendo sempre lo stile (quello di Cado dalle Nubi e Che Bella Giornata) senza però aver terminato le cose da dire. Tutto è studiato in maniera molto intelligente (o furba) come alcune battute ben piazzate e politically correct oppure la morale del film che gira intorno ai valori della vita, della famiglia e a come affrontare la crisi con positività.

Sole a Catinelle Recensione

Anche la contestualizzazione del personaggio può sembrare grottesca e casuale ma corrisponde a realtà. Chiunque si è presentato almeno una volta ad un colloquio per un presunto posto da account e poi si è ritrovato con un offerta da commerciale con retribuzione a provvigione, in un’era in cui appena scoprono che vuoi vendere qualcosa ti schifano come la Multipla (farei anche io il venditore, se fosse il 1998 e rappresentassi il viagra – guardate Amore e Altri Rimedi, 2010, Edward Zwick). Insomma i film di Zalone sono nazional popolari, per non dire di massa, motivo per cui il successo di Sole a Catinelle è dovuto anche ad una fomentazione generale incontrollabile nata sui social network, un virus a rapida propagazione che trova fertilità tra persone che si ammazzano dal ridere su battute come “ragazza stufa scappa di casa, i genitori muoiono di freddo” oppure “un elefante apre il frigo e dice.. e le fante?”. Quindi si ride spesso e volentieri, ma una persona normale non si piega in due rotolandosi a terra con le lacrime, oltre al fatto che ho trovato alcune scene un po’ volgari e non necessarie (vantiamo una tradizione di commedie costruite sulle parolacce quindi tuuuutttttappposto). Se fosse un libro? 50 Sfumature di Grigio, godibile da tutti, amato a dismisura da chi non ha mai letto/visto altro (altresì dette “shampiste”). Complessivamente bravo Zalone, se parlasse in inglese e non in barese probabilmente conquisterebbe il mondo, comunque “Se ce l’hai fatta tu, ce la possiamo farcela anche noi”.

 

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Rido per battute che in media non fanno ridere gli altri e viceversa

-I vegani sono comunisti

-Sono un fan dell’Anidride Carbonica

-TAEG è un cane e TAN un cavallo

 

Sole a Catinelle RecensioneTitolo: Sole a Catinelle, 2013 Italia

Regia: Gennaro Nunziante

Interpreti: Checco Zalone, Robert Dancs, Miriam Dalmazio, Aurore Erguy

Sceneggiatura: Checco Zalone, Gennaro Nunziante

Distribuzione: Medusa

Durata: 1h 27′

Sito: www.medusa.it

Facebook: https://www.facebook.com/SoleaCatinelle

Twitter: https://twitter.com/SoleaCatinelle

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=aAPT9FBKcf0

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