The Counselor: Il Procuratore

VOTO: Ricalcolo percorso

Nel mondo del cinema c’è un effetto speciale che non riusciranno mai a rendere credibile, la slinguazzata mattutina appena svegli. Ormai lo sanno anche i bambini che una persona può ingoiare una scatola di Arbre Magique, rapinare la Vigorsol o alzarsi ogni due ore per lavarsi i denti, ma inevitabilmente appena apri gli occhi ti sembra di aver ingoiato un negozio di felpe aromatizzato alla cipolla. Purtroppo ci sono cose ancor meno convincenti in The Counselor: Il Procuratore.

The Counselor recensione

L’avvocato – Michael Fassbender

Un avvocato per bene con la faccia di Michal Fassbender, ed anche la stessa flemma serafica del personaggio che interpreta in Promtheus, decide di sfruttare le sue conoscenze per concludere un affare di droga. 20 milioni di dollari per un business che l’avvocato cerca di portare a termine insieme al malavitoso Reiner , un Javier Bardem che sfoggia parrucco moda Edward Mani di Forbice con punte alla Goku, e al cowboy Westray (Brad Pitt). Per una serie di coincidenze, il carico di droga verrà rubato ed il cartello della droga messicano deciderà di vendicarsi sui colpevoli, mettendo in pericolo non solo la vita dei criminali, ma anche dell’avvocato che non conosce i meccanismi della malavita.

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Westray – Brad Pitt, L’avvocato – Michael Fassbender

Messico, droga, soldi, un uomo per bene che spaccia droga. Basta un attimo per tornare nostalgicamente a Breaking Bad, se poi aggiungiamo il piccolo cameo di Dean Norris (l’agente Hank Schrader) messo li apposta per sortire l’effetto “ah ma è quello di…”, si fa presto a tornare ad Albuquerque. Purtroppo The Counselor: Il Procuratore non otterrà lo stesso successo di Walter White perché il papà di Alien e Blade Runner, Ridley Scott, non riesce a sfruttare al meglio un cast di stelle e la sceneggiatura originale di Cormac McCarthy, firmando una pellicola piatta e confusa. Credo che lo stato del Messico si senta minacciato da Hollywood, se il cinema continuerà a dipingere il paese solamente come violento e malavitoso, le persone smetteranno di andare anche in vacanza a Playa del Carmen per paura di imbattersi in un’esecuzione per la strada.

The Counselor recensione

Minacce, paura, vendette, errori, scelte…insomma, di questo parla The Counselor, la storia è sempre la stessa e non c’è proprio niente che la renda particolarmente originale (ad esempio una comparsata della colf dei Griffin: “The CONSUELOr noooo nooooo”). L’atmosfera è cupa, anche se i toni non sono mai esagerati. I protagonisti non alzano mai il volume della voce (Fassbender sembra che debba far il piacione con chiunque parli), e anche le sequenze più crude sono in difetto rispetto ad un presunto terrore psicologico che dovrebbe nascere dalla troppa tranquillità. Succederà pur qualcosa di sconvolgente ed inaspettato…ora…aaaaaadesso….forse ora… invece, anche scene più grottesche, seppur divertenti (una donna può scopare una macchina), rimangono un po’ troppo fini a se stesse e banali. Come dire che Penelope Cruz fa la spagnola…ah vero, è cosi. Il tutto è infarcito come un tacchino di dialoghi lunghi e retorici. Certi mappazzoni sul sesso, sui diamanti, sulle scelte, sul caos e sui valori che in confronto i piatti di Master Chef America sono leggeri.

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Malkina – Cameron Diaz, Laura – Penélope Cruz

C’è un problema maggiore. Premetto che io non sono certo una cima, forse per colpa di alcuni capelli biondi che offuscano la mente, ma sono arrivato ai titoli di coda e…non ho capito il finale. Lo so è imbarazzante, ma ci sono alcuni passaggi in tutto il film che non sono proprio chiari, primo su tutti la figura di Cameron Diaz. Malkina, questo il suo nome, è una femme fatale con dente d’oro, shatush con chiari intenti da ricrescita selvaggia ed un tatuaggio animalier che è già un cult in periferia di Milano. Tamarra chic con due ghepardi al posto dei cani e cattiva come Filippo Nardi senza le sigarette, ma allo stesso tempo un personaggio incomprensibile, non collocabile in maniera sensata nella trama. Niente da dire sulle capacità appurate degli attori, e poi scoprire ogni volta la pettinatura con la quale Javier Bardem perderà un pizzico di dignità, è sempre divertente (questa volta è uguale al detective Ricardo di Miami Vice). Guardando l’avvocato di Fassbender ho anche apprezzato che per una volta i costumisti avessero vestito bene un attore, abito elegante, stretto, mocassino Tod’s, abbinamento di colori perfetto e poi…mi crolla tutto sullo stuzzicadenti in bocca a tavola. Vi avverto che Brad Pitt doppiato da Francesco Favino vi creerà un brutto effetto Transformat in cui Enrico Papi vi mostrerà le due facce degli attori mescolati assieme. Un Ridley Scott decisamente fuori forma, rimandato a settembre.

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L’avvocato – Michael Fassbender, Reiner – Javier Bardem

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Ma cosa vuoi che freghi ad una donna del colore e del grado di purezza di un diamante. “E’ grosso?” – “Si” –  “Allora è bello!”

-Se conosci ragazze sfacciate, impari bene il cunnilingus

-Se ti manca qualcosa è perché speri che ritorni, ma non torna mai niente

-Per conoscere una persona, bisogna sapere cosa vuole

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The Counselor recensioneTitolo: The Counselor Il Procuratore (The Counselor) USA, 2013

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Cormac McCarthy

Interpreti: Michael Fassbender, Javier Bardem, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penelope Cruz

Distribuzione: 20 Century

Durata: 1h 57′

Sito: www.thecounselormovie.com/it/#!/characters

Facebook: https://www.facebook.com/thecounselorilfilm

Twitter: https://twitter.com/CounselorMovie

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=nMIoNpHsYhY

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